Messico, si spara ancora per la droga: 24 morti

Due diversi agguati nella notte. Nel primo, a Ciudad Juarez, uomini armati hanno ucciso 14 giovani durante una festa scolastica. Scontro a fuoco anche a Torreon, nel Nord del Paese: banditi hanno sparato in un bar: 10 vittime e 11 feriti

Città del Messico - Continua la guerriglia della droga. Nella notte un commando armato ha ucciso dieci persone, per lo più ragazzi tra i 19 e i 23 anni, in un bar di Torreon, nel Nord del Messico. Oltre ai morti si contano circa 15 feriti. Si tratta della seconda strage in poco meno di 24 ore. Ieri 14 persone sono state uccise a Ciudad Juarez.

Ciudad Juarez Alcuni killer ieri hanno fatto irruzione in una festa di compleanno scolastica e hanno ucciso 14 persone a Ciudad Juarez. Uomini armati hanno aperto il fuoco sugli studenti di una scuola superiore che stavano festeggiando il compleanno di una compagna in una casa di Ciudad Juarez, al confine con il Texas. Dopo la strage, per strada davanti alla casa sono rimasti i cadaveri, mentre all’interno, le pareti erano piene di sangue e di fori di proiettile. "Gli uomini erano a bordo di Suv, erano ben armati. Sono entrati in casa e hanno sparato a tutti, si sentivano gli spari tutt’intorno" ha detto un vicino.

Strage della droga Patricia Gonzalez, procuratore generale dello stato di Chihuahua di cui Ciudad Juarez fa parte, ha detto che la strage probabilmente è legata ai cartelli della droga. "Abbiamo due linee di indagine e una è legata al traffico di droga" ha detto in una conferenza stampa. "Sappiamo grazie a dei testimoni che gli uomini sono arrivati cercando qualcuno". Negli ultimi due anni, killer hanno preso di mira feste di compleanno nello stato di Chihuahua alla ricerca di rivali, e la polizia ha riferito che alcuni adolescenti di Ciudad Juarez sono coinvolti nei sequestri di loro coetanei. Gonzalez ha detto che i morti sono tre adulti e 11 minori. Altre 14 persone sono rimaste ferite, due delle quali in modo grave. Tutte le vittime avevano tra i 15 e i 20 anni, secondo l’esercito. "Erano una quindicina di uomini, hanno bloccato le strade vicine e hanno iniziato a sparare mentre entravano", ha detto il portavoce dell’esercito Enrique Torres.