Messina, concorso solo per la moglie del prof

L’unica ammessa all’esame per il posto da biologo è sposata
con un docente della facoltà di Veterinaria sotto inchiesta per abuso
d’ufficio. E dei tre membri della commissione d’esame due sono suoi
coimputati e uno è laureato in lingue straniere

Messina - Nell’università degli indagati eccellenti scoppia il caso dei concorsi di Veterinaria. Siamo a Messina, ateneo di misteri e di veleni, dove il rettore è stato spedito alla sbarra assieme a una ventina di docenti e ricercatori a vario titolo accusati di falso, tentata truffa, concussione, abuso d’ufficio in concorso, maltrattamenti, peculato. E dove anche la moglie del Magnifico, dirigente universitaria, è stata iscritta sul registro degli indagati per aver dato una mano - così ipotizza la Procura - a una società interessata ad accaparrarsi la gara da 2 milioni di euro per la vigilanza all’università. Tra i fronti aperti dalla magistratura, e in subordine dai sindacati, fra i concorsi-farsa spiccano appunto quelli della facoltà che tanti grattacapi ha dato al rettore accusato d’aver fatto pressioni per assegnare il posto di associato al figlio del prorettore. Adesso, come se nulla fosse accaduto, altri concorsi fanno di Veterinaria la succursale principe di Parentopoli. Tra pochissimo si sosterranno gli esami orali del concorso per «un posto di ctg Area Tecnica, tecnico-scientifica ed elaborazione dati, per esperto/a Biologo», concorso sollecitato dal dipartimento di Sanità pubblica veterinaria. A presiedere la commissione è stata chiamata una professoressa, ordinario alla facoltà di medicina veterinaria, rinviata a giudizio nel procedimento per il presunto concorso truffa a Veterinaria. Altro componente della commissione è un professore, associato a Veterinaria, anch’egli rinviato a giudizio per abuso d’ufficio nel medesimo procedimento. Il terzo membro, stando agli accertamenti svolti, non si capisce a quale titolo faccia compagnia agli altri due: è infatti dirigente della Ripartizione Personale e Affari Generali, laureato in lingue e letterature straniere, «e quindi in contrasto con quanto previsto dal comma 2 articolo 7 del regolamento interno» osserva un addetto ai lavori. Segretaria della commissione è la segretaria di quest’ultimo, e l’unico candidato ammesso alla prova finale è la moglie di un Associato a Veterinaria, anch’egli rinviato a giudizio per abuso d’ufficio nella nota inchiesta sul concorsone. Ma c’è di più. Al test per un altro posto da tecnico nel settore «laboratorio veterinario di analisi» a presiedere la commissione d’esame hanno piazzato un altro professore della facoltà di medicina veterinaria rinviato a giudizio per abuso d’ufficio. Accanto a lui una collega di università e di disavventure giudiziarie, che ha chiesto il rito abbreviato nel medesimo procedimento penale del professore, che la vede imputata per abuso d’ufficio. Tra i quattro candidati che hanno superato gli scritti figura la moglie di un docente che fa parte dei ventitré professori rinviati a giudizio assieme al rettore. Come non soffermarsi, infine, su un altro concorso con un solo posto per impiegato tecnico nella facoltà sott’inchiesta. Anche qui, in commissione, c’è una prof rinviata a giudizio per abuso d’ufficio mentre il segretario risulta indagato in altro procedimento penale.

Occhi puntati su Veterinaria, dunque. Anche se l’attenzione di inquirenti, sindacalisti, concorrenti non imparentati coi baroni, si allarga ad altri concorsi. Un’ottantina in tutto, in buona parte da svolgersi, curiosamente, lo stesso giorno. Col risultato che chi ha un punteggio di partenza più alto, e dunque ha maggiori possibilità di ottenere un posto provando a concorrere su più fronti, dovrà puntare tutto su un solo test. E la cosa non sarà facile, se è vero che a giocarsi il tutto per tutto saranno molti «figli di» docenti e magistrati, sorelle e fidanzati di figlie di professori, parenti acquisiti di importanti luminari, titolari di contratti di tutor, consulenti esterni, operatori dei Dipartimenti. Non sarà facile, anche se qualche timido segnale di «cambiamento» ha ridato un po’ di speranza all’ambiente: alcuni di questi concorsi sono stati annullati per lo scambio delle buste, altri hanno visto cambiare le commissioni giudicatrici dopo che s’è scoperto che alcuni componenti erano imparentati con chi si apprestava a dare l’esame.