Mettete i fiori sui vostri calzoni

di Daniela Fedi

«Mettete dei fiori nei vostri calzoni» dicono i pochi che ancora riescono a evitare le parolacce nel caldo inconcepibile di questo Pitti numero 92. Tutti gli altri smoccolano e fanno battute degne del Vernacoliere sul tema del salone che per questa edizione è Boom Pitti Blooms, una cosa commentabile solo con la lapidaria e volgarissima espressione di Fantozzi su La Corazzata Potemkin. Gli unici fiori che si vedono in giro per gli stand sono quelli degli zainetti (bellissimi per un adolescente romantica di sesso femminile) venduti nel pop up store della Rinascente allestito a Firenze per l'occasione. Perfino i pezzi solitamente fiorati come sciarpe e camicie a prima vista sembrano tinta unita o con micro disegni da cravatteria. Certo l'allestimento curato da Sergio Colantuoni che gli organizzatori del salone chiamano pomposamente «lifestyler», ma che per noi è un vecchio amico noto per il suo buon gusto, prevede giganteschi fiori artificiali piantati sul piazzale della Fortezza da Basso. Dire brutti è poco, ma tanto nessuno li guarda nel tentativo di raggiungere l'ombra prima e l'aria condizionata poi. La cosa più irritante di questo Pitti è comunque la pista di bike polo costruita da Christian Louboutin in Piazza Santa Maria Novella per festeggiare il lancio delle prima scarpe da uomo create dal profeta del tacco a spillo. Pare ci sia stato un torneo commentato dalle 9,30 del mattino fino alle 20,30 da uno speaker armato di megafono che ha segato i nervi agli ospiti di quattro alberghi a molte stelle, ai residenti nella piazza e ai turisti che volevano banalmente vedere una delle chiese più belle del mondo. Irritante oltre ogni dire anche la cerimonia d'inaugurazione del salone: due ore perse ad ascoltare politici e autorità che dicevano cose inutili tipo un attacco frontale a Donald Trump da parte di Paolo Magri dell'Ispi. Aveva proprio ragione Lorenzo de Medici con il suo immortale «Noi faremo, voi direte».