Michelangelo al Castello Sforzesco: tutti i segreti di un genio del rinascimento

Progetti di chiese, biblioteche, tombe<BR> e fortificazioni in 50 disegni d'autore<BR> esposti in mostra a Milano

E' una mostra molto particolare quella che, fino all'otto maggio, tiene banco nelle Sale viscontee del Castello Sforzesco. Curata da Pietro Ruschi, prmossa dal Comune di Milano e dall'Associazione Metamorfosi, offre infatti al visitatore uno sguardo priviegiato sul modo unico e personale con i l quale Michelangelo Buonarruoti affrontò la materia "architettura" nel secondo Cinquecento.
Oltre cinquanta sono i disegni presenti, selezionati in modo da offrire, nella semplicità di uno schizzo o nella complessa elaborazione di un progetto, i riflessi di un percorso ideale di questo genio assoluto, del suo modo di concepire l'architettura: si tratta di progetti celeberrimi poi concretizzatisi, la Cappella Medicea per esempio, ma anche di progetti mai realizzati, come è il caso della basilica di San Giovanni dei Fiorentini a Roma.
Mettere su una mostra del genere non è stato un compito facile: Michelangelo infatti addirittura riusava lo stesso foglio per temi diversi e a distanza di tempo, riempiendone con disinvoltura il recto e il verso, spesso ruotando il foglio per maggiore comodità, e non corredava mai il disegno di un riferimento in scala... Ciò fa sì che la sua progettazione su carta assumesse l'aspetto di una sorta di memoria ideale, del tutto estranea alla successione cronologica: studi e ricordi lontani, esperienze presenti e passate finivano per sommarsi in un divenire libero e autonomo sul piano creativo. Come dice il curatore della mostra Pietro Ruschi, "si è cercato di comprendere quale ruolo svolgesse ildisegno nell'arte di Michelangelo, non solo sotto il profilo progettutale, bensì anche sotto quello ideale".
C'è di più: gelosissimo della sua arte, nel 1564, poco prima di morire, il Buonarroti si preoccupò di bruciare la maggioranza degli schizzi e degi appunti disseminati nel corso di una vita. Era ossessionato dall'idea di lasciare dietro di sé soltanto la perfezione e dunque questi 50 "progetti" scelti all'interno della Fondazione Casa Buonarroti di Firenze rappresentano un vero e proprio unicum.
In ordine cronologico le Sale viscontee raccontano in fondo tutta l'avventura del Michelangelo architetto. Da Firenze, dove si afferma alla corte dei Medici, a Roma, dove il pontificato di Leone X gli offre la possibilità di sistemare la facciata incompiuta di San Lorenzo, opera del Brunelleschi. Diciotto disegni danno conto della Sagrestia Nuova con le toimbe medicee e della Biblioteca laurenziana, per la quale immagina una sala segreta a pianta trisangolare. Il tratto è sempre poco tecnico e spesso le figure soovrapposte distano anni luce dal progetto. Le ricostruzioni in 3D dello studio Donotdesign permettono la visione di alcuni dei grandi progetti rimasti su carta e l'insieme ricrea quella "tensione all'infinito" che, come ha ricordato l'assessore alla Cultura di Milano Massimiliano Finazzer Flory è la cifra esemplare di questo artista fuori misura e fuori dal tempo.