Micromega accusa Di Pietro: "Manipola i sondaggi"

Flores D’Arcais interviene sui risultati del sondaggio
di <em>Micromega</em> sulla questione morale nell’Idv: &quot;Caro Antonio, con questi mezzucci
ti fai male da solo. Cosa ci guadagni a manipolare un
sondaggio?&quot;

Roma - "Caro Antonio, con questi mezzucci ti fai male da solo. Cosa ci guadagni a manipolare un sondaggio?". Con questa lettera "aperta" ad Antonio di Pietro, Paolo Flores D’Arcais interviene sui risultati del sondaggio avviato dal sito di Micromega sulla "questione morale" nell’Idv, lanciata dalla lettera di De Magistris, Alfano e Cavalli.

Le accuse di Micromega Fino al 26 dicembre, racconta infatti D’Arcais per un campione "rappresentato dai navigatori" più attivi e motivati di MicroMega, Il Fatto, La Repubblica, che non sono purtroppo rappresentativi della popolazione italiana ma certamente lo sono dei potenziali elettori Idv, quasi l’80% considerava più che ragionevole l’allarme sulla questione morale lanciato da De Magistris, Alfano e Cavalli. Solo il 6% condivideva invece l’immediato "stracciarsi le vesti" con cui il vertice Idv aveva risposto loro. Questa "era la situazione del sondaggio ieri sera. Stamattina alle 11,30 (miracolo!) i voti alla quarta opzione sono al 20% e continuano a salire (quelli alla seconda opzione sono scesi già al 40%). Nel frattempo - racconta ancora D’Arcais - ho ricevuto in copia da due militanti Idv (uno di Milano e uno di Napoli) l’sms che è stato inviato a tutti gli iscritti e simpatizzanti dal tuo apparato dirigente: 'Ciao, vai su micromega e vota (e fai votare) per il presidente. Grazie, risposta n.4 (gira sms a tutti i tuoi contatti)'. Circa tremila voti così ’coscrittì hanno fin qui manipolato i risultati, e non dubito che nelle prossime ore altri voti lo faranno ulteriormente", aggiunge. "Ma con queste manipolazioni, caro Antonio, cosa ci guadagni?", conclude D’Arcais sostenendo che "per un dirigente politico che vuole opporsi al berlusconismo non mi sembra proprio la cosa migliore: è tipico dei media berlusconiani, infatti, fare il maquillage alla realtà, raccontare un’Italia di plastica e paillettes, anzichè affrontare quella vera. Cosa ci guadagni, a fare come loro?".

Di Pietro: D'Arcais pecca di accidia, superbia e invidia Sono tre dei sette peccati capitali in cui, dice Antonio Di Pietro nel suo blog, è caduto Paolo Flores D’Arcais nell’organizzare il sondaggio sulla "questione morale" nell’Idv. "Ne ho avuto la riprova in queste ore prendendo atto dell’uso strumentale che ha fatto e sta facendo di un’accorata lettera aperta indirizzatami dagli europarlamentari Sonia Alfano e Luigi De Magistris e dal consigliere regionale Giulio Cavalli" dice il leader dell’Idv secondo il quale Flores D’Arcais "ha inteso mistificare casi sporadici di umane debolezze (che in dieci anni di vita di Idv si possono comunque contare su poche unità) con il collasso morale di un partito che ha fatto della legalità la sua bandiera portante ed il suo asse di riferimento". "Mi sta bene il sondaggio, a condizione, però, che non sia condotto in modo furbastro ed omissivo, come invece ha fatto il direttore Paolo Flores D’Arcais. È ovvio, infatti, che all’inizio, sono stati solo i lettori assidui di Micromega a rispondere (così assidui da farlo anche il giorno di Natale)" dice Di Pietro che spiega, dal canto suo, anche la ragione del cambiamento di percentuali nel corso della rilevazione. "È comprensibile che, all’inizio, il sondaggio fosse decisamente più favorevole all’opzione caldeggiata proprio dal direttore della rivista. È altrettanto ovvio che, finite le feste, l’intera 'società in rete' si è mossa . È ovvio anche che, come sempre accade in questi casi, si creino spontaneamente in rete dei 'passaparola' fra gli internauti, sia da una parte (cioè chi crede che in Idv ci sia una questione morale), sia dall’altra (chi, invece, non ci crede affatto e reputa ingiusto ed offensivo un’affermazione del genere). È accaduto così che, con il propagarsi in rete della notizia circa l’esistenza di un tale sondaggio, le percentuali siano andate via via modificandosi a favore della seconda opzione (l’ingiustizia dell’accusa)". Per Di Pietro, quindi, non solo D’Arcais ha peccato di accidia («preso atto che i sondaggi non rispondevano più ai suoi desideri lo ha letteralmente sospeso») ma anche di superbia, "intesa come ostentazione del proprio sapere per sminuire i meriti altrui".