È Milano la capitale d’Italia per banche, poste e servizi

Roma al secondo posto. Ma il primato delle metropoli è insidiato dalla ricchezza delle piccole province, come Rimini, La Spezia e Padova

Laura Verlicchi

da Milano

È Milano la vera capitale, quanto a servizi bancari e postali: Roma la segue soltanto a distanza. Così una ricerca di Unioncamere, che, fatta 100 la media nazionale, vede triplicata la dotazione infrastrutturale del capoluogo lombardo - 274,2- mentre nella capitale la presenza di banche e servizi si attesta a 194,1. Ma la vera sorpresa arriva da due piccole province, La Spezia e Rimini, che insidiano il primato delle metropoli, piazzandosi rispettivamente al terzo posto (182,5) e al quarto (176,6). Poi, è di nuovo la volta delle grandi città: Torino(172,6), incalzata da Trieste, con 171,8. E la classifica regionale conferma la leadership della Lombardia, trainata dal capoluogo ma anche dalle province di Varese, Como, Lecco, Bergamo e Brescia.
Le pagelle di Unioncamere assegnano i voti non solo in base alla presenza di infrastrutture - sportelli bancari, uffici postali, apparecchiature Pos e Atm (bancomat) attive - sul territorio, ma anche alla loro efficienza e competitività. Tra gli indicatori utilizzati dai ricercatori, infatti, troviamo la presenza di consulenti informatici, manutentori di elaboratori elettronici, addetti a collaudi e analisi tecniche dei prodotti, oltre naturalmente ai consulenti amministrativi, fiscali e societari: insomma, tutti coloro che devono mantenere le reti bancarie e di servizi perfettamente operative.
E anche sotto questo profilo le caratteristiche proprie del sistema Italia vengono rispettate: l’indice Unioncamere, infatti, conferma la ricchezza delle province medio-piccole, con una massiccia presenza nelle prime venti posizioni. Vediamo quindi Padova all’ottavo posto, Prato al decimo, Gorizia al dodicesimo, seguita a ruota da Treviso, Varese e Como, mentre dal diciottesimo al ventesimo posto ci sono Modena, Ancona e Vicenza. Il fanalino di coda tocca a Nuoro (21,6) preceduta da Enna, Matera e Crotone, con una dotazione di 3 o 4 volte inferiore alla media nazionale.
«Le reti del credito rappresentano ancora un forte elemento di divario tra Centro Nord e Mezzogiorno- sottolinea il presidente di Unioncamere, Carlo Sangalli- come dimostra, tra l’altro, il fatto che il Sud è l’unica macro regione della Ue in cui non esiste una banca di rilevanza nazionale nata dal contesto locale. Solo rafforzando anche questa dotazione dei territori vinceremo la sfida della competitività. Ma lo sviluppo italiano ed europeo deve essere innervato anche dalle reti di comunicazione e della ricerca». Tutti temi che verranno affrontati nel convegno in programma venerdì 24 giugno a Trieste in occasione dell’assemblea nazionale di Unioncamere. Si parlerà soprattutto di infrastrutture europee e in particolare del corridoio 5 (il collegamento Kiev-Lisbona), che riguarda 4 regioni italiane, per un totale di 2 miliardi e 800mila euro di investimenti da parte del sistema camerale.