Milano, caso Abu Omar: ex Sismi Pollari e Mancini prosciolti anche in appello

La sentenza d'Appello conferma quella di primo grado: l'ex direttore del Sismi e il capo degli 007 prosciolti dalle accuse per il rapimento dell'imam della moschea di Milano. <strong><a href="/interni/il_processo_capi_007_non_si_doveva_fare/16-12-2010/articolo-id=493966-page=0-comments=1">Il processo ai capi degli 007 non si doveva fare</a></strong> / L. Fazzo

Milano - Non sono giudicabili perché resta il segreto di Stato. La sentenza d'Apello conferma quella di primo grado. La Corte d’Appello di Milano ha prosciolto l’ex direttore del Sismi Nicolò Pollari e l’ex numero due del servizio segreto Marco Mancini, imputati per il sequestro dell’ex imam Abu Omar, confermando la sentenza di primo grado. Attraverso il suo legale, Nicola Madia, l’ex direttore del Sismi ha fatto sapere di essere "molto soddisfatto" per la conferma della sentenza d’appello di non doversi procedere per segreto di Stato. "Pollari - ha spiegato l’avvocato - è molto soddisfatto, perchè ha allontanato l’amaro calice, perché avrebbe potuto andare incontro a una condanna anche da innocente". L’avvocato ha poi chiarito che Pollari "avrebbe potuto dimostrare la sua innocenza nel processo, se la vicenda non fosse stata coperta dal segreto di Stato".

Pompa e Seno Riformata invece per il collaboratore di Pollari, Pio Pompa, e per Luciano Seno la cui condanna è scesa da tre anni a due anni e otto mesi. Inoltre sia Pompa sia Seno, imputati solo di favoreggiamento, non dovranno risarcire i danni in solido con gli altri imputati.

Agenti Cia La Corte d’Appello di Milano ha condannato a pene variabili dai sette ai nove anni di carcere i 23 agenti della Cia imputati per il sequestro dell’ex imam Abu Omar. In particolare la pena più alta, nove anni, è stata inflitta a Bob Seldon Lady, ex capo del servizio segreto americano a Milano. I giudici nell’aumentare la pena non hanno riconosciuto le attenuanti generiche.

Risarcito Abu Omar La Corte con la sua sentenza ha confermato anche il risarcimento di 1,5 milioni di euro per l’ex imam e per sua moglie. In particolare, i giudici hanno confermato il risarcimento di un milione di euro per Abu Omar, assistito dall’avvocato Carmelo Scambia, e di 500 mila euro per sua moglie, assistita dall’avvocato Luca Bauccio. I giudici, però, a differenza del primo grado, hanno escluso la condanna al risarcimento nei confronti dell’ex Imam e della moglie per i due funzionari del Sismi, Seno e Pompa. Il risarcimento, dunque, resta a carico dei 23 agenti della Cia condannati.