Milano, duri scontri tra rifugiati e polizia: 7 feriti

La polizia ha trascinato via dai binari duecento immigrati che da giorni occupano un residence. Alcuni di loro attendono l'asilo politico. Poi la protesta si è spostata verso la città: occupato l'imbocco di Bruzzano della Milano-Meda in direzione centro. Sette feriti e una decina di contusi

Milano - In mattinata si erano sdraiati per protesta sui binari del treno ma sono stati sollevati di peso e allontanati. Un breve tafferuglio tra forze dell’ordine e immigrati si è verificato nei pressi dell’ex residence Leonardo da Vinci di Bruzzano, alla periferia di Milano, occupato da alcuni giorni da centinaia di rifugiati e richiedenti asilo. Secondo la Questura, gli agenti presenti sul posto hanno compiuto un’azione di contenimento per impedire che i rifugiati rioccupassero i binari delle Ferrovie Nord nelle vicinanze, come era accaduto in mattinata. I feriti che finora si contano sono sette, di cui cinque trasportati in ospedale. L’ultima carica è avvenuta dopo che il precedente tafferuglio aveva lasciato sull’asfalto un uomo svenuto che è stato portato via in ambulanza. Si registrano circa una decina di contusi che per paura stanno rifiutando di farsi portare via in ambulanza.

La protesta degli immigrati Circa 200 dei 300 immigrati - 210 eritrei, il resto sudanesi, etiopi e somali, tra cui 28 donne e due bambini - hanno iniziato a dirigersi verso il centro di Milano e poi si sono temporaneamente riuniti in assemblea in via Litta Modigliani, alla periferia nord della città, secondo quanto riferito dal consigliere regionale di Rifondazione Luciano Muhllbauer, che si trova con loro. "Ci hanno proposto di stare in altre strutture del Comune, ma intanto hanno mandato la polizia a sgomberarci con la forza", ha detto al telefono Paulus, un cittadino eritreo che ha preso parte all'incontro in prefettura.

Occupata la Milano-Meda Altra piccola carica di alleggerimento della polizia all’imbocco di Bruzzano della Milano-Meda in direzione centro. Dopo qualche manganellata i 200 rifugiati che da stamani protestano contro il divieto di rientrare nell’ex residence di via Senigallia, a Bruzzano, sono fermi in mezzo alla superstrada. Un rifugiato sanguina in modo evidente dal volto. Dopo l’assemblea i duecento manifestanti si sono messi in marcia a partire da via Comasina. 

"Hanno detto no all'accoglienza" Il Comune di Milano ha offerto una soluzione alle centinaia di immigrati. Lo ha detto l’assessore comunale alle politiche sociali Mariolina Moioli, che stamani ha partecipato a un incontro con una delegazione degli immigrati. "Ho offerto l’accoglienza subito in centri del Comune per le donne e i bambini (una ventina, ndr) e per quelli che non sono ancora inseriti nel programma di protezione per i richiedenti aiuto umanitario - ha spiegato la Moioli -. Per gli altri ho proposto l’inserimento nel programma, che prevede sei mesi a carico delle istituzioni durante i quali si impara l’italiano e si apprende un mestiere". Secondo l’assessore comunale, i rappresentanti degli immigrati hanno rifiutato l’offerta "perché in realtà molti di loro non vogliono entrare nel programma, ma vogliono la casa per poi andarsene in Germania o in Inghilterra". "Tra loro non ci sono solo richiedenti asilo o aiuto umanitario da poco in Italia, ma anche gente che è qui da cinque anni - ha aggiunto l’ assessore -. Noi comunque rimaniamo aperti al dialogo per trovare una soluzione".