Milano e Ibiza capolinea della «cocaina vip»

Sequestrata una tonnellata e mezzo di polvere bianca. La merce doveva rifornire discoteche e serate esclusive

Gianluigi Nuzzi

da Milano

Il potente cartello dei Losano, narcos argentini, aveva trovato il suo referente per l’Italia a Ibiza. Piazzava anche 300 chili di cocaina al mese tra Milano, l’isola degli sballi e il nord Italia. Sorpresa: è giovane e incensurato, di sangue blu. Si chiama Morgan Marco Ulivieri, classe 1972, primogenito della contessa Pinina Garavaglia, nobildonna dei salotti e animatrice delle notti milanesi. Questo, almeno, stando alle pesantissime accuse di traffico internazionale di stupefacenti contestate dalla direzione distrettuale antimafia di Trento dopo tre anni di indagini.
Morgan martedì all’alba è finito in manette nella sua casa di Ibiza, obnubilato dagli stupefacenti. Gli uomini dell’Udyco, l’antidroga della policia nacional di Madrid, l’ha arrestato dopo un festino a basa di cocaina. Nell’abitazione, i resti del party: 35 grammi di polvere bianca. A 1200 chilometri di distanza - sono le 6 di mattina - nel centralissimo viale Majno di Milano il fratello Leopoldo Bernardino, 26 anni, s’alzava per capire chi insisteva al campanello della casa materna. Carabinieri. Anche lui arrestato con l’accusa di aver gestito le partite di droga. Allibito ha continuato a ripetere «Non ha senso» alla madre in lacrime. Lei cerca di difenderli: «Errori e superficialità - afferma - contro degli innocenti. I miei figli possono aver peccato di incoscienza frequentando persone sbagliate: la vita è piena di botole. Mi rifaccio al giudizio di Dio». Eppure i Ros dell’Arma su quest’ultima retata, 19 persone arrestate in Italia e 12 all’estero, non mostrano esitazioni dopo aver già mandato in carcere altre 56 persone dall’inizio delle indagini tra Italia, Francia, Spagna e Argentina e il sequestro di oltre 1.600 chili di cocaina.
Oltre a 110.000 pasticche di ecstasy che due corrieri italiani trasportavano con automobili dotate di doppio fondo e un milione e 200mila euro in contanti ritrovato nelle case degli arresti e uno yatch dal valore di 3,5 milioni sequestrato al socio di Ulivieri.
La cocaina veniva raffinata in quella zona franca che i narcos si sono ritagliati tra Argentina, Paraguay e Bolivia. Era il cartello della famiglia Losano tramite la holding Losano Corporation a gestire il traffico con l’Europa. Si utilizzava la rete commerciale di carbone vegetale che assicurava la copertura al trasferimento della cocaina dal Sudamerica. In Argentina Sergio Miguel Greco e Fabian Osvaldo Disipio, due trafficanti di medio calibro, gestivano i rifornimenti con Ibiza sotto la regia occulta del super ricercato boss Reinaldo Delfin Castedo. Sempre secondo gli inquirenti, Morgan Ulivieri aveva contatti diretti con i sudamericani, con i quali passava fine settimana a Milano, e seguiva la distribuzione in Italia. Con cospicui guadagni se la cocaina al 95 per cento acquistata in Spagna a 22mila euro al chilo veniva rivenduta a 33-34mila in Italia. A Ibiza operava quindi una struttura ramificata. Ulivieri contava sull’amico e socio Diego Emiliano Corzo, argentino di 34 anni e sul braccio destro Nicola Casola, anche loro tutti arrestati. Corzo in Ibiza aveva un laboratorio capace di raffinare 500 chili alla volta.
Al telefono i trafficanti si fingevano agenti immobiliari, indicando i chili da comprare o con i metri quadrati dell’ipotetica casa da poter affittare a Ibiza o con i giorni del periodo di locazione. Per gli inquirenti il figlio della Garavaglia era in grado di controllare rifornimenti per 30-50 chili alla settimana e chiedeva 4-5mila euro per ogni chilo intermediato. La polvere bianca arrivava grazie a 25 corrieri a Milano, Torino e nel Triveneto. Corrieri anche superstiziosi. È il caso dell’unica donna presente nell’inchiesta che consultava la veggente Ursula di Francoforte prima di ogni viaggio per sapere se avrebbe incontrato «rallentamenti» durante la trasferta. La veggente, l’ultima volta, aveva indicato al telefono «ombre oscure» e «uomini neri». Non le credette.
Sotto la Madonnina sono finiti invece in manette anche due noti organizzatori di eventi e feste: Davide Rombolotti, di 31 anni, e Paolo Tarantino, di 33 anni. Feste, festine e discoteche. Il gruppo poteva infatti contare su clienti vip, modelle, attori e presentatori della tv. Le indagini erano infatti partite proprio da un giro di cocaina in discoteche e locali scoperto in Trentino con festini cui prendevano parte noti professionisti locali. Da qui si era arrivati a Milano e a Ibiza.