A Milano si smaschera il cancro in 24 ore

da Milano

Hanno messo a punto la tecnologia per effettuare i test utili a identificare nell'ambito familiare i portatori di quei geni alterati che espongono al rischio di tumore alla mammella. Sono in grado di dare il responso anche in ventiquattr’ore e a costi contenuti. Ma per ora il Servizio sanitario nazionale non ha avuto orecchie. «Sapete quanto riceve la ricerca sul cancro ogni anno in Italia? Duecento milioni di euro da privati, dall'industria e dal governo. Più o meno il valore di quattro calciatori e con questa cifra dovremmo risolvere questa immane tragedia che ancora oggi fa 400 morti al giorno». Ha abbandonato il suo abituale fair play, Umberto Veronesi, ieri al termine dell'inaugurazione del Campus Ifom-Ieo, il più grande polo di ricerca biomolecolare in oncologia d'Europa, e sollecitato un intervento più incisivo dell'autorità sanitarie e dello Stato nella lotta contro il cancro.
Hanno unito le loro forze l’Istituto europeo di oncologia e l'Istituto Firc di oncologia molecolare per dar vita a un campus di oltre 20mila metri quadrati, dotato di servizi tecnologici d'avanguardia che ospiterà più di 450 ricercatori, di cui il 20 per cento non italiani, con l'obiettivo preciso di sviluppare la ricerca genomica applicata all'oncologia. Gli investimenti dei due istituti finora sono stati di 6 milioni di euro, a cui se ne sono aggiunti altri 33 di parte istituzionale, con un budget per il prossimo triennio di 25-30 milioni di euro all'anno. «È stata una scelta obbligata, ha sottolineato Veronesi, perché abbiamo la certezza che il cancro ha origine nelle mutazioni del Dna. Sappiamo che le cause sono essenzialmente ambientali, le abbiamo individuate e ora dobbiamo capire i meccanismi in base ai quali agiscono».
Un esempio di quanto potrà incidere la medicina molecolare nel prossimo futuro, lo ha fornito Pier Paolo Di Fiore, direttore scientifico dell'Ifom: «Oggi siamo in grado di effettuare test genetici per individuare la predisposizione ereditaria dei tumori al seno. Siamo in grado di effettuare i test nel giro di una settimana, in casi di urgenza anche in 24 ore, contro i 6 mesi che erano necessari finora e a costi contenuti».