Cappotto al Pd: la Lombardia spazzata dal vento del centrodestra

Il fronte dei moderati che si presenta unito espugna comuni storicamente della sinistra; Bussolati: "A Cinisello sconfitta che fa male"

Nella notte di san Giovanni Battista, a finire mozzata sul vassoio è la testa del centrosinistra. Anzi forse più precisamente quella del Partito democratico decapitata anche in questa nuova apertura di urne da un elettorato che sembra non volerne più sapere delle sue politiche. Che si tratti di governo o di sindaci e amministratori locali poco sembra cambiare in un'onda lunga di rabbia che non sembra volersi arrestare.

A finire al centrodestra è come previsto Sondrio, ma soprattutto (e questo solo fino a pochi mesi fa sarebbe sembrata una fake news) la roccaforte rossa di Cinisello Balsamo che a un anno di distanza fa la stessa fine di Sesto san Giovanni passata per la prima volta nella storia repubblicana nelle mani di un sindaco di centrodestra, quel bravo Roberto Di Stefano che in questi primi mesi ha dimostrato di saper tenere bene il timone. E che forse ha suggerito una nuova strada anche agli elettori di un Comune tradizionalmente di sinistra e che con i suoi 76mila residenti può senz'altro essere considerato un test piuttosto significativo. Ben più largo delle aspettative il vantaggio del trentaduenne Giacomo Ghilardi che a Cinisello ha saputo battere di ben 15 punti la sindaca uscente Siria Trezzi sostenuta da tutto il centrosinistra e superata già al primo turno di cinque punti (45,9 a 41). Ieri il tabellino ha segnato un 57,3 a 42,7 per il leghista entrato in Comune nel 2013, a dimostrazione di come il vento di una Lega griffata Matteo Salvini sia in grado di abbattere le mura anche di uno storico fortino. E soprattutto di come la ricetta di un centrodestra unito sia ancora vincente. «A Cinisello Balsamo la sconfitta è dura e fa male» è costretto ad ammettere a scrutinio nemmeno concluso il segretario metropolitano del Pd Pietro Bussolati.

Super batosta per la sinistra anche a Sondrio, l'unico capoluogo di provincia della Lombardia andato ieri al ballottaggio e dove a vincere, anzi a trionfare, è stato Marco Scaramellini, il candidato di un vasto fronte civico e di centrodestra che al primo turno aveva già battuto, e di ben 11 punti, Nicola Giugni. Un divario che in due settimane è aumentato fino a raggiungere un sonante 60,4 per cento contro il 39,6. A completare il successo del centrodestra le vittorie di Carate e Seveso in Brianza e nel Milanese Bareggio che va al volto nuovo della Lega Linda Colombo. La sinistra fa il colpo a Gorgonzola e tiene Seregno, Brugherio e Nova Milanese.