Arrestato per errore e dimenticato ai domiciliari: l'assurdo caso di Donato

Il giudice lo aveva liberato. Neanche il suo avvocato si era accorto. Adesso chiede un risarcimento per ingiusta detenzione

Incredibile avventura quella accaduta a un 43enne di Rozzano, comune in provincia di Milano e raccontata da Il Giorno. L’uomo ha ingiustamente passato un anno ai domiciliari quando invece sarebbe dovuto essere libero. Un errore dopo l’altro che lo ha costretto alla detenzione. Adesso, quando finalmente tutto si è chiarito, il 43enne chiede un risarcimento per ingiusta detenzione. La vicenda è iniziata nel luglio 2017, quando l’uomo è stato arrestato, processato e condannato a un anno e tre mesi di reclusione per favoreggiamento di un latitante ospitato nella sua abitazione di Rozzano, alle porte della città lombarda. Nonostante alcuni precedenti penali, il giudice del tribunale di Milano aveva deciso di dargli fiducia e rendergli la libertà. Nel provvedimento si dava spazio a misure alternative, come l’affidamento in prova. Sul documento si leggeva “Si ritiene che la presente vicenda processuale possa sortire adeguato effetto deterrente e non si renda necessaria l’applicazione di ulteriori misure cautelari”.

Un errore dopo l'altro

L’uomo si è quindi recato alla caserma dei carabinieri di Rozzano per esibire il provvedimento. Il militare presente in quel momento, come ammesso dal comandante della stazione, ha commesso un errore, credendo che “si trattasse della sostituzione della custodia cautelare con la misura meno afflittiva dei domiciliari ha redatto il verbale di sottoposizione che certifica che, da quel momento, il Comando ha assunto l’onere dei controlli sulla persona sottoposta a misura restrittiva”. Ma non è finita qui. Infatti poche ore dopo, il suo avvocato d’ufficio, che non si era reso conto che il suo assistito era stato liberato, aveva chiesto al Tribunale l’autorizzazione per il suo cliente ad allontanarsi da casa per alcune ore durante la giornata per fare la spesa o recarsi alle cure mediche. Il nuovo giudice gli ha quindi concesso di uscire dalla propria abitazione dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 18.

Nessuno lo ha ascoltato

Nonostante il poveretto continuasse a ripetere che doveva essere libero, nessuno gli dava retta. A questo punto l’uomo ha deciso di cambiare avvocato e si è rivolto al legale Debora Piazza, la quale è riuscita a ricostruire tutta l’assurda vicenda. Il suo assistito è così riuscito a ottenere la cancellazione degli arresti domiciliari. Come spiegato dal legale “Presenteremo una richiesta di risarcimento per ingiusta detenzione si tratta di un gravissimo errore giudiziario e mi piacerebbe che in futuro si facesse una maggiore attenzione nella lettura degli atti, perché è in gioco la vita delle persone”. Nei giorni scorsi il 43enne ha ottenuto l’assoluzione con la formula “perché il fatto non sussiste”. L’uomo era infatti stato anche accusato di aver evaso i domiciliari perché trovato per strada con i suoi cani.

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Commenti

Algenor

Dom, 17/11/2019 - 23:26

L'Italia é un paese kafkiano

Albius50

Lun, 18/11/2019 - 07:34

Non è una barzelletta purtroppo è quello che succede in questa povera nazione gestita da incapaci.

rossini

Lun, 18/11/2019 - 09:14

E i giudici che hanno sbagliato pagheranno, almeno sotto il profilo disciplinare? Questa vicenda mi sembra uguale a quella del chirurgo che dimentica una garza nell'addome del paziente. L'unica differenza è che il chirurgo paga di tasca propria e va addirittura in galera per lesioni colpose. Il magistrato invece no.

Ritratto di Zizzigo

Zizzigo

Lun, 18/11/2019 - 10:01

"maggiore attenzione nella lettura degli atti"... magari una maggiore attenzione nella scrittura degli atti, i magistrati scrivono in burocratese e, spesso, il risultato è così contorto che si legge Roma per Toma.