L'agorà dei Sette Savi di Melotti torna in mostra a Malpensa

Il gruppo scultoreo del maestro trentino si può ammirare fino al 29 febbraio 2020 al Terminal 1 dello scalo gestito da Sea. Il nuovo allestimento firmato dall'architetto Michele De Lucchi

Un’agorà magica e avvolgente con al centro l’immagine potente ed evocativa del gruppo scultoreo “I Sette Savi” realizzato dal maestro Fausto Melotti, che riflettono e fanno riflettere sul tema della conoscenza. Allestimento coinvolgente della mostra “La magia di un ritorno” curata da Flavio Arensi che riporta le sculture nell’area La Porta di Milano al Terminal 1 dell’aeroporto di Malpensa fino al 29 febbraio 2020. Statue “pensanti” la cui forza evocativa è interpretata ed esaltata dal nuovo allestimento firmato dall’architetto Michele De Lucchi.

Mostra che segna il ritorno dei Savi a Malpensa sei anni dopo la prima esposizione allestita dopo un accurato restauro che aveva riportato allo splendore iniziale, dopo oltre mezzo secolo di abbandono, il capolavoro di Fausto Melotti (Rovereto,1901-Milano,1986), uno degli esponenti più significativi della cultura artistica che da Milano si è poi diffusa nel mondo in una stagione irripetibile per il capoluogo lombardo, a cavallo la fine degli anni Cinquanta e i primi anni Sessanta. Iniziativa di Sea, la società che gestisce gli aeroporti milanesi, realizzata in collaborazione con il Comune di Milano.

Nuova tappa del percorso iniziato sette anni fa che ha inaugurato il apporto privilegiato con l’arte, con la costruzione de La Soglia Magica, divenuta poi la Porta di Milano, luogo d’eccellenza dove ospitare eventi espositivi che salutano i passeggeri di tutto il mondo in arrivo e in partenza dal Terminal 1, come ha ricordato Michaela Castelli, presidente di Sea, con cui, assieme ad eventi musicali e mostre di pittura, fotografia e il Teatro Olografico, lo scalo intercontinentale rafforza il suo legame con Milano e ne valorizza il ruolo di città d’arte, cultura e design. All’inaugurazione hanno partecipato anche Filippo del Corno, assessore comunale alla Cultura, l’architetto Michele De Lucchi e il curatore della mostra Flavio Arensi. Dalla Porta di Milano, ricordiamo, sono infatti passati altri grandi maestri come ad esempio Marino Marini, Gio Ponti, Giuseppe Pellizza da Volpedo, e autori appartenenti al panorama artistico contemporaneo, da Helidon Xhixha e Carlo Bernardini ad Alessandro Busci.

“La mostra del ritorno – sottolinea Flavio Arensi - nasce dalla volontà di stabilire un nuovo dibattito intorno al complesso scultoreo e alla definitiva collocazione dell’opera. Su iniziativa dell’assessore Filippo del Corno, che ha dato la propria disponibilità per il riassetto definitivo del capolavoro di Melotti, gli addetti ai lavori, come gli appassionati, hanno la possibilità di ritrovare i Savi prima della sistemazione definitiva delle sculture togliendole dai depositi della Città Metropolitana”.

Questa versione dell’opera fu commissionata nel 1961 dal Comune di Milano a Melotti per adornare, il giardino del Liceo Classico Giosuè Carducci di via Beroldo, e fu selezionata da una commissione composta dagli architetti Piero Portaluppi, Franco Albini e Renzo Gerla. Costo: 5.805.000 lire. Nel 1964, due statue vennero danneggiate e da allora l’opera si trovava in un deposito del liceo, in attesa del suo recupero.

Il gruppo scultoreo fu concepito come un insieme di 12 gessi per la sala intitolata Coerenza dell’uomo allestita alla VI Triennale di Milano del 1959. Ma solo sette sculture sopravvissero intatte e Melotti non volle reintegrare le cinque andate perse. Così l’opera acquisì un nuovo senso riferendosi alla magia del numero sette che si ritrova in tanta parte della cultura: l’ordine dell’Universo secondo la matematica antica, i Sette contro Tebe e la ricorrenza del numero nel pensiero greco, le Sette Odi arabe, le sette meraviglie del mondo, nel Cristianesimo i sette peccati capitali, i sette sacramenti, i vizi e le virtù, e così via fino ai “Sette messaggeri” di Dino Buzzati.

Il maestro decise quindi di creare sette statue in pietra, ognuna simile ma diversa dalle altre con un ritmo quasi musicale tipico della sua scultura astratta. La sequenza propone una variazione su un tema unico e induce a riflettere sulla compostezza e l’aspetto sacrale dei savi che dedicano la loro vita alla conoscenza.
Dell’opera esitono altre due versioni: quella in gesso, esposta al Mart di Rovereto, eseguita nel 1960 e probabilmente modello per quella del Carducci, e quella in marmo di Carrara creata nel 1981 ed esposta nel giardino del Pac di Milano.

I SETTE SAVI DI FAUSTO MELOTTI. La magia di un ritorno
Aeroporto di Milano Malpensa, Porta di Milano (Terminal 1)
Aperta fino al 29 febbraio 2020
Orari: dalle 8.00 alle 22.00
Ingresso libero
Informazioni: tel. 02 232323