«Non può esserci gestione privata»

L'assessore alla Sicurezza: «Possiamo individuare insieme le priorità»

Assessore alla Sicurezza Carmela Rozza, da alcuni municipi, in particolare di centrodestra, arriva la richiesta di un concorso fra Comune e zone, nella gestione della Sicurezza.

«Come primo atto da assessore ho chiesto Consigli per raccogliere le istanze della città su questo. Poi qualcuno forse deve anche decidere se vuole che io vada a dire la mia o meno. Io ricordo che la sicurezza non è l'atto di un singolo ma una concertazione con tutta la città, per poi costruire un programma da condividere».

Uno dei temi sollevati è la gestione locale dei vigili di quartiere, che era stato anche al centro della campagna elettorale. Qual è la situazione?

«Per quanto riguarda l'esperienza degli ultimi 20 anni non li abbiamo mai visti nei fatti, anche perché ne possiamo impegnare circa 300-350 e distribuiti su tutta la città non li vedi. Anche questo sarà oggetti del tavolo con i consigli di zona. Io ho proposto di individuare quartieri a rischio in cui focalizzare la presenza dei vigili».

Non ci sono i numeri al momento?

«Abbiamo un città di un milione e 300mila abitanti. Se calcoliamo almeno 12 ore al giorni e due turni per ogni quartiere, se non c'è un numero congruo di vigili da impegnare... Oggi sono 3.160 i vigili in pianta organica e ne abbiamo circa 3mila. Poi la legge e anche i regolamenti dicono che la polizia locale fa capo direttamente al sindaco e al suo delegato. Non c'è questione gestionale, l'organizzazione fa capo al comando centrale. L'idea che ogni municipio si faccia la sua sicurezza non è prevista. Un conto è collaborare per individuare le priorità, ma non si può immaginare una gestione privata della sicurezza».

La situazione sicurezza in città, con la dovuta scaramanzia, è positiva?

«Abbiamo rafforzato pesantemente il controllo del territorio, continuano allontanamenti di piccoli gruppi di abusivi e controlli nelle aree critiche. Il Comune riceve le segnalazioni e c'è una buona ripartizione dei compiti fra forze dell'ordine».

AlGia