Piccoli designer crescono al SaloneSatellite 2013

I progettisti più promettenti del mondo si sfidano a colpi di design. Tra i premiati anche un italiano

di Maurizio Perriello

Cervello fino e mani d’oro. E tanta energia tipica della gioventù. Queste poche parole basterebbero a descrivere molti dei progettisti e delle scuole di design presenti alla sedicesima edizione del SaloneSatellite, la sezione che il Salone del Mobile dedica all’esposizione delle opere di giovani designer provenienti da ogni parte del mondo. Il tema di questa edizione 2013 è "Design e artigianato: insieme per l’industria", due realtà che oggi più che mai si ritrovano affiancate nel sottolineare una nuova necessità: ridare valore a ciò che sta dietro agli oggetti ed entrare in diretta relazione non solo con chi li progetta e li produce ma anche con chi li costruisce.

"Il saper fare dell’uomo, il movimento delle mani che trasforma la materia è uguale in tutto il mondo. Fa dell’artigianato un linguaggio universale"  ha affermato Giulio Iacchetti nel corso di una conferenza organizzata nel cuore dei padiglioni 22-24 di Rho Fiera. E chi meglio di lui – architetto, industrial designer dal 1992 e vincitore del Compasso d’Oro 2001, nonché insegnante presso numerose scuole e università di design – può consigliare un giovane aspirante designer/artigiano. "L’artigiano non lavora nell’ombra – prosegue Iacchetti – perché è alla pari del progettista. Infatti sono entrambi a firmare l’oggetto. Lavorare con gli artigiani e lavorare per l’industria sono sullo stesso piano, sono i modi che differiscono. Differiscono, senza essere in antitesi".

Integrare la tradizione dell’artigianato con le moderne possibilità che offrono la progettazione e la produzione industriale è quindi possibile. A patto che ci siano impegno e competenza. E a giudicare dal pannello dei vincitori del Premio Satellite 2013, ce ne sono da vendere. Il Salone Satellite Award è un concorso legato alle merceologie delle manifestazioni biennali che affiancano il Salone Internazionale del Mobile, e nello specifico per il 2013, Euroluce e SaloneUfficio. Ai partecipanti del SaloneSatellite viene chiesto di presentare in aggiunta ai loro prototipi uno o più progetti attinenti alle merceologie delle due biennali. Il primo premio è andato alla portoghese Tania da Cruz per la sua mattonella modulare di sughero espanso: il suo stand si presenta come un grande muro di colore bruno tutto fatto di sughero, insonorizzato. A lei vanno 10.000 euro e "un carico di speranza in più di riuscire a realizzare il mio sogno", come Tania stessa ci ha raccontato. Il secondo classificato è il collettivo egiziano Re Design Studio, vincitore di 5000 euro grazie al loro "Plastex", tessuto all’indice della biodegradabilità e della durabilità. Sul gradino più basso del podio troviamo i londinesi di Poetic Lab con la lampada "Wave".

Tra le Menzioni Speciali spicca un italiano, Andrea Borgogni, artefice della "Maybe Chair", in esposizione presso lo stand A17 del SaloneSatellite. Autoproduzione internazionale, si diceva, ma anche e soprattutto valorizzazione del made in Italy. La sedia "speciale" di Andrea è una fusione di due pezzi di alluminio pensati per la flessibilità e la spedizione, con un design fresco e innovativo che guarda soprattutto alla produzione industriale. Un vanto e un esempio per i giovani che, come Andrea, vogliono creare, progettare, costruire oggetti di design. Il SaloneSatellite offre loro questa opportunità. Gli imprenditori sono alla finestra, in attesa delle serenate dei giovani progettisti.