Pista, imbarchi e area bagagli: Linate (tutto nuovo) al decollo

Viaggio nel cantiere: quasi ultimati i lavori, il primo aereo partirà a ottobre. Rinnovata l'intera aerostazione e i sistemi di controllo

Un aeroporto senza aerei è un'immensa prateria d'asfalto, piatta, grigia, inerte. Rarissimo da vedere così: è un'occasione che si presenta più o meno ogni vent'anni, ogni volta cioè che la pista viene ricostruita. E' il caso di Linate, che quest'estate si è trasformato in un enorme cantiere per rifare il nastro di decolli e atterraggi e, nell'occasione, per rinnovare un intero corpo dell'aerostazione e l'impianto di smistamento e controllo dei bagagli.

La pista è lunga 2400 metri, larga 60 ed è adagiata su un sedime di 350 ettari, 3,5 chilometri quadrati, otto volte la superficie dello Stato Vaticano. Fino al 27 luglio è stata utilizzata da più di 300 aerei al giorno, e lo sarà di nuovo dal 27 ottobre. Oggi ci passano solo gli enormi camion gialli delle due imprese costruttrici (Vitali e Artifoni) che sembrano minuscoli, tanto è sterminato il paesaggio. Buona parte dei lavori di rifacimento è compiuta. E' stato spaccato e scavato in profondità tutto il materiale che la costituiva, fino a una profondità di 80 centimetri, e poi si è proceduto a riempirla, dal profondo, con uno strato di uno stabilizzatore a cemento, poi con un misto di terra, materiali inerti e cemento, fino ai 25 centimetri degli ultimi tre strati formati da asfalti di diversa grana, con il più sottile e più pregiato in superficie.

I tecnici fanno notare che gli asfalti in questi ultimi anni hanno fatto grandi progressi in termini meccanici, e così qui sono stati utilizzati anche per le parti finali della pista (le testate, una di 200, l'altra di 300 metri), quelle che subiscono l'impatto con l'aereo in atterraggio, e che finora erano in lastroni di calcestruzzo. L'asfalto è più elastico e quindi più sicuro, perchè non può spezzarsi e liberare dei frammenti pericolosi. Di tutto questo ciclopico lavoro per la percezione del passeggero di un aereo cambierà una cosa soltanto: non sentirà più quel rumore sordo e ritmico tipico del carrello a contatto con le giunture tra le lastre di cemento, che non ci saranno più. Tutto liscio.

Una curiosità: la parte profonda e nascosta della pista è in buona parte frutto di sé stessa. Tutti i blocchi provenienti dalle demolizioni sono stati triturati in appositi frantoi, fino a ottenere un utilissimo conglomerato di recupero. Anche la pista di un aeroporto può scoprirsi ambientalista. I lavori riguardano anche la taxiway, la parallela pista di avvicinamento che gli aerei devono percorrere per portarsi in posizione.

La pista è a dorso d'asino perchè non si formino pozzanghere, e ai due lati sono già stati completati 6 chilometri di fognoli, canalette ricoperte da griglie che raccolgono l'acqua piovana. Ai bordi anche 800 led luminosi di segnalazione azionati dalla torre di controllo che comunicano con gli aerei con i colori del semaforo, verde giallo e rosso. Sono alimentati da 200 chilometri di cavi. Al lavoro nei cantieri sono autorizzati 400 tecnici e 800 mezzi, nell'arco delle 24 ore, perchè i lavori non s'interrompono mai; mediamente sono presenti 150-200 persone contemporaneamente. I tempi dei lavori stanno rispettando le previsioni e il 27 ottobre alle 6 del mattino partirà il primo aereo: non si sa ancora di quale compagnia, ma stando alle probabilità dovrebbe essere un'Alitalia. Gli ultimi 10 giorni saranno dedicati ai collaudi di supervisione a cura dell'Enac, l'autorità aeronautica.

Abbiamo detto «nei cantieri« al plurale, perchè l'occasione di chiusura dell'aeroporto è stata colta dalla Sea per intervenire su altre due parti importanti dello scalo: è stato demolito il «corpo F», alto due piani, che conteneva 9 uscite per l'imbarco e altre attività, tra cui due sale Vip. Un edificio da 2mila metri quadrati al piano terra e 500 al primo, che risaliva agli anni Settanta, privo di particolare pregio architettonico. Ora sarà ampliato, tre piani di 3mila metri ciascuno: uno per le uscite, uno commerciale e uno dedicato a ristoranti e lounge. Le demolizioni sono state quasi completate, a breve sarà ricostruito l'involucro, mentre il corpo sarà operativo nel primo semestre del 2021 e avrà continuità estetica con le facciate disegnate da Aldo Rossi. Nel frattempo le funzioni aeroportuali saranno svolte da un prefabbricato, già in posizione, alimentato dalle passerelle sospese. Nella stessa area si sta lavorando al nuovo sistema di smistamento e controllo dei bagagli, che sarà in grado di «leggere» in tempo reale i contenuti di una valigia e di radiografarne il contenuto per verificare che non contenga oggetti o materiali pericolosi. L'ultimo grido in fatto di sicurezza. Il sistema andava rinnovato, su prescrizione europea, entro il 2020: la Sea si è dunque portata avanti. Quanto ai costi, tutti a carico della società, ai 21 milioni della pista si aggiungono i 10,9 dell'impianto bagagli e i 6 dell'ex corpo F.