"Punti di Luce", a Linate la mostra dedicata alle donne nella Shoah

Nello scalo milanese una mostra per non dimenticare: fino al 4 febbraio nell’area imbarchi Immagini di donne, lettere, documenti, pensieri per testimoniare l'orrore delle deportazioni e dei campi di concentramento. A Malpensa sabato 27 gennaio e domenica 28, nel teatro olografico della Porta di Milano al Terminal 1 proiezione di estratti del docufilm "Memoria" di Ruggero Gabbai

foto di Elena Galimberti

Il "luogo della memoria" sono gli aeroporti di Milano per un doppio appuntamento per non dimenticare l’orrore della Shoah, delle deportazioni di massa degli ebrei, del loro sterminio nei campi di concentramento in occasione della Giornata della Memoria.

A Linate protagoniste di una mostra particolare Spot of Light, Punti di Luce: le Donne nella Shoah che propone in maniera semplice e diretta una serie di testimonianze fra immagini e storie del loro vissuto quotidiano, un invito emozionante e coinvolgente per i passeggeri in transito fino al 4 febbraio nell’area imbarchi dello scalo gestito da Sea e che vorranno fermarsi a riflettere e prima della partenza per ricordare un altro tipo di viaggi: le deportazioni.

Dedicata alla figura delle donne durante la Shoah, questa mostra curata dall’Associazione Figli della Shoah presieduta dalla senatrice Liliana Segre e realizzata dall’Istituto Yad Vashem di Gerusalemme, mette in luce le loro storie fatte di continue scelte morali, coraggiose decisioni e illimitata abnegazione verso i propri cari. Ecco allora le immagini ritrovate di Genija Judzki, Stefania Wilczynska, Hilde Grunbaum con il suo violino, Selma Merbaum-Eisinger con il suo album di dipinti e poesie, lo sguardo dolce di Marta Byk. Immagini di donne, lettere, documenti, pensieri ritrovati e conservati per non dimenticare. Punti di luce nel nero dell’orrore declinati per temi attraverso le loro brevi biografie: l’amore per la famiglia, la maternità, il prendersi cura degli altri, dei più vulnerabili, l’essere donna nei campi di concentramento, la resistenza e i salvataggi, l’amicizia, la fede, le arti.

Come ha ricordato all’inaugurazione Daniela Dana Tedeschi, vice presidente dell’Associazione Figli della Shoah “le donne hanno vissuto in modo diverso, più completo e complesso rispetto agli uomini quella tragedia, reagendo con determinazione alla perdita forzata della loro femminilità per non vollero mai rinunciare ai loro valori morali, anche in situazioni di perdita imposta della moralità nei campi di concentramento o quando erano costrette a rinunciare alla maternità”.
Le donne ebree infatti vivevano in una società per lo più conservatrice e patriarcale, ma molte di loro durante la guerra assunsero il ruolo di capofamiglia. Un ruolo che si tradusse nella lotta per sopravvivere alle circostanze senza precedenti che si trovarono costrette ad affrontare insieme alle loro famiglie. La mostra ripercorre così le azioni e le risposte di alcune di loro in vari paesi d'Europa e in diverse circostanze, riflettendo la drammaticità della loro situazione e la loro dimostrazione di forza umana e femminile che si tradusse soprattutto nella volontà e capacità di prendersi cura degli altri.

Temi sottolineati dall’Assessore alla Cultura del Comune di Milano Filipo del Corno che ha sottolineato l’importanza della Giornata della memoria si celebra il 27 gennaio invitando a gettare lo sguardo sui punti di luce sulla Shoah che saranno accesi in città per far crescere “consapevolezza e responsabilità”.
Maurizio Baruffi, responsabile Public Affairs di Sea ha ricordato come il Gruppo Sea ospiti da tre anni iniziative negli scali milanesi in occasione della Giornata della Memoria che coinvolgono i passeggeri anche con il contributo dell’associazione NoiSea, annunciando l’altro evento in programma a Malpensa dove sabato 27 gennaio e domenica 28, nel teatro olografico che si trova alla Porta di Milano al Terminal 1 sarà possibile fermarsi a guardare alcuni estratti del docufilm Memoria di Ruggero Gabbai, proiezioni aperte a tutti, non solo a chi viaggia.

Costituita nel 1998, l’Associazione Figli della Shoah è formata da ebrei sopravvissuti alla deportazione, familiari e simpatizzanti che si impegnano affinché non venga dimenticato l’orrore della Shoah e lo sterminio di sei milioni di cittadini europei di religione ebraica. Le molte iniziative a favore della sensibilizzazione dell’opinione pubblica e soprattutto dei giovani, hanno portato l’Associazione ad avere un ruolo e una risonanza nazionale. Per le sue iniziative ha ricevuto riconoscimenti dalla Presidenza della Repubblica e dalle autorità milanesi e lombarde.
Socio fondatore del Museo della Shoah di Roma e della Fondazione Memoriale della Shoah di Milano, l’associazione organizza in collaborazione con i maggiori istituti storici e di ricerca nazionali e internazionali, incontri con i testimoni, mostre itineranti, seminari di aggiornamento per docenti, dibattiti e visite guidate dedicate alle scolaresche presso il Memoriale di Milano.