La Tac per il controllo bagagli e 2.400 metri di nuova pista

Linate riapre: apparecchiature "ospedaliere" per maggiore sicurezza. Continuano i lavori per modernizzare l'aerostazione

A chi si è trovato martedì nei pressi di Linate non è sfuggita la presenza, nel cielo dell’aeroporto, di un piccolo aereo turboelica (un Piaggio 180, l’«aereo coi baffi» per le caratteristiche alette anteriori) che sorvolava la nuova pista senza atterrare. Era l’aereo «radiomisure» dell’Enav, l’autorità del volo per i controlli sui sistemi avionici installati sulla nuova pista: luci, segnali, comunicazioniradar. L'aereo-laboratorio ha per simbolo un pipistrello, perché vede al buio. È stato il completamento delle verifiche prima della riapertura dell'aeroporto, a tre mesi dalla chiusura per ricostruire la pista. Domani è in arrivo il primo aereo di linea, domenica l'attività riprende al completo, proprio il giorno in cui entra in vigore l'orario invernale Iata.

Tra il 27 luglio e il 26 ottobre, oltre alla pista di 2.400 metri, larga 60 e profonda 80 centimetri, sono state rifatte opere accessorie tra cui i collegamenti alla rete elettrica sui piazzali, cosa che permetterà di non utilizzare più i trattorini di ricarica alimentati a gasolio. Potenziato poi l'impianto di smistamento bagagli che ora è in grado di «leggere» automaticamente i contenuti di una valigia con un sistema simile alle Tac ospedaliere, tutto a vantaggio della sicurezza. Ma il passeggero come spiega Stefano Zocco, responsabile Sea dello scalo troverà ancora cantieri all'interno dell'aerostazione: è stato demolito il «corpo F» per ora è sostituito da un prefabbricato provvisorio, mentre è in corso di (ri)costruzione un intero edificio di tre piani che, oltre ai nuovi gate, ospiterà aree commerciali e di ristorazione. «Per le novità più visibili bisognerà aspettare marzo 2021, quando saranno introdotte anche nuove tecnologie per i controlli che permetteranno a Linate di essere uno degli aeroporti più efficienti e più avanzati nel mondo». Intanto, durante la chiusura, lo scalo ha ospitato velivoli del tutto inusuali, biplani, triplani e mongolfiere nell'ambito dell'Airshow, un'occasione per appassionati che non si ripeteva dal 1957. È peraltro continuata l'attività degli elicotteri.

Se Linate ha ospitato per tre mesi cantieri per 24 ore al giorno, Malpensa ha subito lo stress del superlavoro che tuttavia si conclude con soddisfazione di tutti. Nel periodo dell'operazione Bridge (fino al 21 ottobre, ultimo aggiornamento disponibile), i voli sono aumentati del 49% (con il picco di +59,3% al Terminal 1) salendo a 72.214 movimenti. I passeggeri sono stati, nei due terminal, 9,125 milioni, più 34,4%, i bagagli 5,753 milioni, più 27,3%. Davide Pisoni, responsabile scalo Sea di Malpensa, sottolinea che «dopo 10 giorni di rodaggio, tutti i processi sono stati fluidi, sia nell'aerostazione che nei piazzali, dove molti aerei giunti in ritardo hanno potuto ripartire puntuali, recuperando del tempo grazie all'efficienza complessiva dell'aeroporto. Il personale trasferito da Linate ha risposto bene alle aspettative, integrandosi perfettamente e l'assenteismo è rimasto ben sotto le previsioni, nonostante il sacrificio dei 230 pendolari quotidiani della sola Sea, su navette in funzione dalle 4 del mattino».

Pisoni fa notare che l'operazione Bridge è stata una specie di «prova generale», perché questi livelli di traffico a Malpensa saranno raggiunti, secondo le previsioni, nel 2023-2024 «e oggi siamo stati in grado di capire i punti di forza e di debolezza, dove intervenire sugli spazi, come ottenere ritmi giusti, senza strappi». Il concetto di «fluidità» di ogni operazione, anche nei momenti di picco, è forse il miglior risultato che viene archiviato. A Malpensa questa esperienza lascia in eredità stabile 36 banchi in più di accettazione, 5 caroselli in più per i bagagli, sei gate aggiuntivi alle partenze, due agli arrivi, la ristrutturazione di alcune aree comuni, ora più funzionali: si tratta di un investimento calato nel futuro. Resta anche il Sea Prime Malpensa, l'aeroporto business inaugurato pochi giorni prima dell'operazione Bridge, dove è stato trasferito per tre mesi tutto il traffico del Sea Prime Linate, 26mila movimenti nel 2018; ora lo scalo Vip di Malpensa, rodato in questa fase, vivrà di vita propria servendo il Nord Italia e parte della Svizzera.

Il contro-esodo dei mezzi aeroportuali tra domani e domenica avverrà più gradualmente dell'andata e bus, trattorini, auto di servizio riprenderanno i loro posto a Linate, così come il migliaio di dipendenti della Sea, delle società di handling, dei servizi commerciali, torneranno al proprio posto di lavoro. Tutto meno traumatico dell'andata perché, come in ogni cosa, ripristinare è più facile che affrontare le incognite del nuovo.