Minacce islamiche sulle Olimpiadi: nuovo video sul web

Il filmato, che inneggia alla guerra santa, è stato rivendicato da un gruppo terroristico legato alla minoranza uigura

da Washington

I musulmani stiano lontani dagli eventi olimpici e tengano i loro figli lontani dai luoghi che li ospiteranno, perché rischiano di restare coinvolti in attacchi jihadisti che prenderanno di mira i Giochi. È la nuova minaccia lanciata via web con un video che porta la firma di un gruppo islamista poco conosciuto, il Partito Islamico del Turkistan (Tip), che si dice pronto alla «guerra santa» contro la Cina. La sigla è la stessa che ha firmato un video analogo il 23 luglio scorso, quando il presunto leader del Tip, noto come Seyfullah, minacciò le Olimpiadi e rivendicò recenti attacchi a Kunming e Shanghai, suscitando i dubbi delle autorità cinesi.
Non è chiaro se il Tip sia un’emanazione del più noto East Turkistan Islamic Movement (Etim), un movimento separatista della minoranza musulmana degli uiguri, attivo nello Xinjiang.
«Non state sullo stesso autobus, lo stesso treno, lo stesso aereo, nello stesso palazzo o in alcun luogo dove si trovano i cinesi», è l’invito che viene rivolto ai musulmani nel nuovo video, intitolato «Chiamata alla nazione globale musulmana».
Il video è stato intercettato sul web dal centro studi d’intelligence americano IntelCenter, che ne ha tradotti vari brani che sarebbero in linguaggio uiguro. Le immagini mostrano un logo delle Olimpiadi sovrastato dalle fiamme e impianti olimpici sui quali sono sovrapposte immagini di esplosioni. Un militante in mimetica, con il volto coperto, chiama a raccolta nel video i musulmani e li esorta a sostenere la lotta contro la Cina, «che rigetta l’Islam e forza i musulmani nell’ateismo, catturando e uccidendo insegnanti islamici e distruggendo le scuole islamiche».
Il filmato, datato 6 agosto 2008, accusa anche le autorità cinesi di aver costretto i musulmani all’aborto, per la politica del figlio unico che domina in Cina, e conclude che ci sono tutte le ragioni per dichiarare una «guerra santa» contro il governo di Pechino. Il protagonista del video è ripreso mentre parla di fronte a uno striscione nero che recita: «Non c’è altro Dio che Allah, Maometto è il messaggero di Dio».