Moda e gioielli, ecco il lusso anti-crisi

Uno studio di Google svela: nelle ricerche degli internauti la frequenza della parola Gucci è aumentata dell’8 per cento da inizio anno E dal 10 al 30 per cento in più marchi di auto (costosi) come Mercedes e Aston Martin. Intanto volano le vendite di champagne<br />

Il peggio? È già passato, almeno a guardare i piani di spesa per l’estate degli utenti di internet. E questa volta non si tratta di una profezia di qualche economista, ma del riflesso degli ultimi mesi. Al posto di vetro e argento lo schermo piatto del computer, perché lo specchio in questione si chiama Google, il motore di ricerca più famoso del mondo capace di memorizzare tutte le parole chiave che noi gli sottoponiamo da casa o dal lavoro. Lo interroghiamo di continuo, ce n'è per tutti i gusti, ma negli ultimi tempi sono aumentate quelle «domande» che non possono che riflettere un miglioramento della crisi economica.

Un esempio su tutti: rispetto al gennaio scorso, la richiesta per «Mercedes Benz» è aumentata di un terzo e, sempre per restare nel campo delle auto di lusso, anche l'interesse per le lussuose «Aston Martin», per capirci le auto preferite da James Bond, ha subito un incremento pari al dieci per cento.
Dalle quattro ruote alle vacanze: in vista dell'estate si torna a sognare il mare, mentre è diminuita di sessanta punti percentuali la ricerca angosciosa di informazioni riguardo alla possibilità di stipulare un prestito per poter scappare al caldo, lontano dalle città.

Parola magica: ottimismo. Non ha dubbi Richard Snook, economista del Centre for Economics and Business Research (Cebr): «Tra gennaio e febbraio molte persone temevano di trovarsi davanti a una recessione prolungata, ora invece si è diffusa la sensazione di essere entrati in una fase di svolta, decisamente positiva». Ecco perché, anche se di fatto il portafogli della maggior parte dei lavoratori non è ancora tornato gonfio come un tempo, in molti avvertono che la recessione sta per finire e stanno ricominciando a spendere, orientandosi verso quegli oggetti di lusso che parevano dimenticati. «Chi è riuscito a non perdere il lavoro - spiega il professor Richard Scase, sociologo presso la Kent University - ora sta realizzando che le cose non stanno andando così male come si temeva fino a pochi mesi fa: l'Apocalisse non pare più così imminente».

E anche se non è provato che i soldi assicurino la felicità, sta di fatto che nella classifica dei nostri desideri virtuali, più aumenta la parola «champagne» e più diminuisce la richiesta di «consulenza matrimoniale». Stessa relazione per il noto brand di lusso Gucci e la richiesta di «secondo lavoro»: la prima sale di otto punti percentuali, mentre la seconda scende di un terzo rispetto a gennaio 2009.
Non vi fidate di Google? «Provate ad andare in un wine bar di Londra - suggerisce Snook - e allora vedrete con i vostri occhi quante persone sono disposte di nuovo a pagare 9 sterline e mezzo per un bicchiere champagne».