La moda ritrova la Evangelista e riscopre il Western

da Milano

Chissà se fa più notizia la moda o una lite tra due belle donne. Certo una è linfa vitale per l’altra e viceversa. S’è quasi pensato che arrivassero alle mani Anna Falchi e Ana Laura Ribas entrambi ospiti di Pin Up, marchio di costumi da bagno, dove, prima della sfilata sono volate parole pesanti. L’oggetto del contendere era Simona Ventura. «Le piacciono un po’ troppo gli uomini sposati compreso il mio», si è lasciata sfuggire la neo signora Ricucci. Prontissima la difesa della pasionaria Ribas. «Sono solo parole di una sfigata che non ha mai fatto nulla in vita sua. Per uscire sui giornali ha bisogno di uomini importanti». Non male le signore. E se non fosse stato per il défilé di bikini colorati e super sexy di Pin Up e di una bellissima Martina Colombari sulla passerella, di moda non si sarebbe parlato per un po’.
Arrabbiate o no, sono state comunque le belle donne a monopolizzare la seconda giornata modaiola milanese. È arrivata anche la ex top model Linda Evangelista, oggi splendida quarantenne che ha scoperto «il piacere di usare voce e corpo per le cose in cui credo». Non un caso perciò che sia stata proprio lei a consegnare i centomila euro messi a disposizione da Mac, nome mondiale in fatto di prodotti per il make up, a Franca Sozzani, direttore di Vogue Italia e sostenitrice di Convivio e a Mauro Moroni presidente di Anlaids, l’associazione beneficiaria di Convivio.
E la moda? I fuochi d’artificio tra le star televisive di primo mattino non hanno distolto l’attenzione a esempio da uno stilista come Guerriero capace di far spettacolo senza dive in prima fila ma con statuarie indossatrici dai capelli lunghi e dalle gambe lunghissime. C’ha pensato direttamente lui con le sue donne bucaniere (cappellacci a tre punte calati sulle ventitré e pantaloni in pitone alla Peter Pan) e donne capo indiano (alti paramenti in penne e piume sul capo e svolazzanti chiffon a soleil) a far scattare i flash dei fotografi. «La moda è un sogno», ha detto lo stilista napoletano. Da lì sono nate «mademoiselle vestite di piumaggi e tattoo messicani, veneri ammantate di veli color topazio, ninfe della giungla tropicale, principesse impreziosite di avorio e madreperla».
Alessandro Debenedetti, invece, ha scelto un gothic western, una sorta di omaggio a Sergio Leone con tanto di gonne lunghe e corpetti fascianti da perfetta girl da saloon. Questa moderna Calamity Jane, scenografica e impertinente, si mette persino dei giacchini da torero illuminati da paillettes ricamati con arabeschi. Altra musica da Luciano Soprani e Lorenzo Riva dove il vestire significa rispetto delle tradizioni e della storia stessa della griffe. Da Soprani, capi morbidi in colori mai invadenti; da Riva pezzi degli anni ’50 e ’70 al di là dei rimpianti.
Restano nel filone Mila Schon che declina il blazer su freschi e corti abitini a fazzoletto e Thes & Thes che porta in scena la massima professionalità nel campo della pelle. Senza dubbio però, spicca su tutto la bella vera, la bella intrigante con l’aria da dura e che risponde al nome di Alena Seredova. Si è concessa sulla pedana di Clips, marchio sensibile ai nomi da richiamo, che ha presentato una collezione particolarmente accattivante e impreziosita da ricami davvero importanti. Che su Alena diventavano da gioielleria.