Il mondo ricorda la suora degli ultimi

da Roma

Il mondo ricorda la vita straordinaria di una donna che si è dedicata agli ultimi della Terra. Dieci anni fa moriva a 87 anni Madre Teresa di Calcutta, di origine albanese ma quasi sempre vissuta in India. Nacque agiata, ma scelse di essere povera, fondò le Missionarie della carità, e in tutta l’esistenza possedette solo il sari bianco orlato di azzurro. Madre Teresa ha incarnato nel secolo scorso il simbolo della fede cristiana che diventa amore totale per i più poveri fra i poveri, in mezzo ai quali la suorina albanese ha trascorso l’intera sua esistenza, forte della sua fede semplice. Una fede che la sostenne anche nei lunghi periodi di vuoto spirituale, anni, durante i quali le pareva che Dio non volesse più parlare alla sua anima, come lei stessa confessò nelle lettere ad alcuni amici. La sua straordinaria esistenza ebbe una svolta al santuario della Madonna di Letnice, sul Monte nero, in Macedonia, nel 1922, quando Agnes Bojaxhiu, questo il suo nome vero, sentì la prima chiamata di Dio. Prese i voti, cominciò a insegnare. Nel 1946 quella che avrebbe definito la «chiamata nella chiamata»: dopo averla fatta suora, Dio le chiedeva di donarsi totalmente al servizio degli ultimi del mondo. E così fece, dedicandosi a curare gli ammalati e i derelitti, spesso appartenenti alla casta degli intoccabili. Nel 2003 Giovanni Paolo II l’ha proclamata Beata.