Afghanistan, i talebani propongono una tregua agli Stati Uniti

Potrebbe essere il primo passo verso un eventuale accordo di pace. I talebani hanno consegnato agli Usa un'offerta di cessate il fuoco. Si attende la risposta degli Stati Uniti

Una tregua compresa tra i sette e i 10 giorni durante i quali avviare un dialogo con gli Stati Uniti: è questo il contenuto della proposta inoltrata in Afghanistan dai talebani agli americani per trovare un eventuale accordo di pace.

La richiesta del cessate il fuoco da parte è arrivata dopo che i negoziati tra le parti avevano subito già diverse interruzioni, alcune anche molto brusche. A riferirlo, sono fonti vicine agli insorgenti.

Scendendo più nel dettaglio, la proposta dei talebani è scritta nero su bianco in un documento consegnato all'inviato Usa per i colloqui con il gruppo, Zalmay Khalilzad. In parole povere, l'offerta fatta agli statunitensi prevede una tregua temporanea in Afghanistan, che durerebbe circa una decina di giorni.

La consegna è avvenuta mercoledì scorso in Qatar, un Paese in cui i talebani hanno un loro ufficio politico. L'offerta è considerata dagli esperti una grande occasione per aprire una finestra su un possibile accordo di pace per l'Afghanistan, che in un secondo momento consentirebbe agli Stati Uniti di richiamare definitivamente le truppe e porre fine a una guerra lunga ormai 18 anni. Per la cronaca, si tratta del conflitto più lungo mai intrapreso da Washington.

Si attende la risposta degli americani

Si attende adesso la risposta degli Stati Uniti. Certo è che Khalilzad pressava per un cessate il fuoco, ma non è tuttavia chiaro se la proposta dei talebani sarà sufficiente per permettere la ripresa dei colloqui.

Lo stesso Khalilzad sosteneva infatti che l'accordo dovesse includere anche l'avvio parallelo di negoziati interafghani per avviare una sorta di roadmap che consentisse di pianificare il futuro dell'Afghanistan post guerra.

Il problema è che questa programmazione dovrebbe affrontare temi spinosi, tra cui un cessate il fuoco permanente, i diritti delle minoranze, il futuro di migliaia di combattenti e di milizie armate.

In ogni caso, fino a questo momento i talebani si sono rifiutati di parlare con il governo afghano del presidente Ashraf Ghani e del Chief Executive Abdullah Abdullah (i due sono contrasto su chi abbia vinto le ultime elezioni presidenziali).

Come se non bastasse, ricordiamo che lo scorso settembre talebani e Usa erano a un passo dalla firma su un accordo storico. Il più sembrava fatto, ma una serie di attacchi talebani, compreso un raid che ha provocato la morte di un soldato americano, costrinse Donald Trump a far saltare i colloqui.

Ricordiamo inoltre che oggi i talebani controllano più o meno la metà del territorio afghano e che il gruppo continua a effettuare attacchi pressoché quotidiani ai danni delle forze afghane e americane.

Commenti

alox

Gio, 16/01/2020 - 21:12

Washington,nonostante 18 anni di guerra, va' a gonfie vele...