Assad accusa: "Francia e Regno Unito sostengono il terrorismo"

"Il terrorismo è appoggiato direttamente dalla Turchia, dalla famiglia reale saudita, da una parte degli Stati occidentali, soprattutto Francia e Regno Unito"

Why is David Cameron so silent on the recapture of Palmyra from the clutches of Isis? Perché l'Occidente tace sulla riconquista di Palmira dalle grinfie Isis? A domandarselo è stato pochi giorni fa l'editorialista del giornale inglese Independent Robert Fisk che ha commentato con sarcasmo il silenzio dei leader occidentali di fronte a una delle maggiori sconfitte, al pari di Kobane più di un anno fa, del Califfato. Anche Mosca ha reagito dicendosi delusa: “pensavamo – ha detto la portavoce del ministero degli Esteri citata dalla Tass – che il ritardo nella reazione della capitali occidentali per la liberazione di Palmira fosse una coincidenza: ora pare evidente che invece si tratta di un approccio sistematico”. In realtà la risposta al silenzio di quella parte del mondo che pur venendo colpita da brutali attentati combatte il terrorismo in Medio Oriente solo a parole è stata fornita dal presidente siriano Bashar Al Assad in un’intervista rilasciata alla testata online vicina Cremlino Sputnik News. I “successi” delle truppe di Damasco “porteranno a un’accelerazione del processo politico in Siria”, “non lo impediranno” e per gli avversari, sostiene il leader alawita, interessa la sconfitta dell’esercito per imporre al Paese le loro condizioni.

“Non abbiamo cambiato la nostra posizione, - ha affermato Assad - né prima del sostegno della Russia né dopo. Siamo andati a Ginevra e continuiamo a mostrare flessibilità”. “Il governo di transizione siriano dovrà includere sia esponenti del regime di Damasco che dell’opposizione”, ha ripetuto. “Comunque, allo stesso tempo, queste vittorie influenzeranno gli Stati e le potenze che stanno ostacolando il processo”, ha aggiunto il leader di Damasco. “Perché questi Stati in primo luogo - Arabia Saudita, Turchia, Francia e Regno Unito”, ha proseguito, “stanno contando sulla nostra sconfitta sul campo di battaglia in modo da imporre le proprie condizioni nei negoziati”. “Così - ha concluso - queste azioni militari e questi successi porteranno a un’accelerazione del processo politico e non lo impediranno”.

Ha poi aggiunto il presidente siriano che l’ondata migratoria che ha colpito la Siria è dovuta non solo “al terrorismo e alla questione della sicurezza” ma anche “alle sanzioni introdotte dall’Occidente contro la Siria”. “In molti - ha detto - hanno lasciato aree dove il terrorismo non c'è per colpa delle condizioni di vita. Ecco perché noi, in quanto Stato, dobbiamo fare passi avanti, almeno a livello base, per migliorare la situazione economica e il settore dei servizi. Ed è quello che stiamo facendo in termini di ricostruzione, ancora prima che la crisi sia finita, così da ridurre i flussi migratori”.

Commenti
Ritratto di Gigliese

Gigliese

Mer, 30/03/2016 - 14:53

Stessi interessi che determinarono l'uccisione di Gheddafi: Materie prime minerali e Petrolio.Se poi fanno stragi di cittadini, che gliene frega l'importante ricevere i soldi dalle LOBBIE.

Kosimo

Mer, 30/03/2016 - 16:30

La frontiera del continente europeo è terra bruciata e il caos demografico incomincia a dare i suoi effetti, il preludio della caduta dell’Europa. Siamo sicuri che sia tutta colpa del complotto religioso?