Australia, il mistero dell’epidemia di ulcera carnivora

Una vera e propria epidemia: casi aumentati del 400 per cento in quattro anni. L'ulcera del Buruli sta letteralmente facendo impazzire i medici australiani

Una vera e propria epidemia: casi aumentati del 400 per cento in quattro anni. L'ulcera del Buruli sta letteralmente facendo impazzire i medici australiani. Di fatto gli esperti in questo momento brancolano nel buio e non riescono a capire come fa a propagrasi questa tipo di epidemia. La malattia è molto comune in Africa, ma non nelle zone dell'Oceania. E questa anomalia ha fatto scattare l'allarme tra i medici australiani che non riescono ad arrestare il fenomeno. Nuovi casi per il momento non si registrano in Nuovo Galles del Sud, Australia del Sud e Tasmania. È allerta invece nello Stato Victoria con un incremento dei casi: 182 nel 2016 e ben 236 nel 2017. Di fatto questo tipo di infezione si manifesta in modo silenzioso con un piccolo rigonfiamento sugli arti. Spesso questo segnale può essere scambiato per il morso di un insetto.

Ma gli effetti sono imprevedibili. Per combattre l'infezione bisogna sottoporsi ad un ciclo di antibiotici. Ma in alcuni casi è necessaria l'asportazione della pelle o l'amputazione dell'arto. Lentamente l'infezione fa il suo corso sotto pelle fino a colpire i tessuti. Paul Johnson, esperto internazionale di ulcera del Buruli, ritiene che "sia molto probabile che il batterio ’Mycobacterium ulcerans’ si trasmetta attraverso zanzare e opossum, ma i modi di contatto e diffusione restano ignoti". Adesso il governo australiano potrebbe una serie di ricerche per capire come arrestare l'avanzata di questo batterio che può avere conseguenze devastanti sul corpo dei pazienti.

Commenti

Raoul Pontalti

Mar, 17/04/2018 - 15:25

Premesso che gli “opossum” (marsupiali del continente americano) qui non c'entrano nulla, essendo in causa nel continente australiano i “possum”, marsupiali per lo più arboricoli della famiglia dei falangeridi, va detto che le patologie da Mycobacterium ulcerans, comuni all'uomo e a diversi animali sono legate ad ecosistemi umidi delle regioni tropicali e subtropicali del globo e i focolai in genere sporadici possono tramutarsi in epidemici in occasione di alterazioni ambientali sia per cause naturali che antropiche (più comuni queste ultime). La malattia, che può riconoscere vettori meccanici rappresentati da insetti acquatici, necessita peraltro di concausa traumatica a carico della cute giusta la sede primitiva dell'infezione (in genere le zone scoperte degli arti). L'epidemia australiana si risolverà al cessare delle cause ambientali favorenti.