Bangladesh, maxi blitz antiterrorismo: fermate seimila persone

Tra gli arrestati ci sono più di cento persone collegate all’estremismo islamico

Nell’ultima settimana in Bangladesh la polizia ha arrestato oltre seimila persone. L’azione, voluta dal governo contro la criminalità e il terrorismo su tutto il territorio nazionale, è arrivata dopo le recenti uccisioni di blogger, attivisti, esponenti atei e delle minoranze religiose che hanno insanguinato il Paese.

Molti dei fermati farebbero parte del Bangladesh Nationais Party (BNP) - musulmani conservatori -, il principale partito d’opposizione. Gran parte sono criminali comuni. Ma tra gli arrestati, secondo fonti locali, ci sarebbero più di cento persone collegate all’estremismo islamico.

Gli arresti, ha spiegato in una conferenza stampa A.K.M. Shahidul Hoque, capo della polizia, “sono stati condotti in base ad accuse specifiche come detenzione illegale di armi, contrabbando e spaccio”. Poi ha aggiunto: “Le nostre squadre antiterrorismo hanno fermato circa cento militanti islamici”, alcuni dei quali membri dei gruppi radicali Jama’atul Mujahideen Bangladesh e Ansarullah Bangla Team, entrambi banditi dal governo di Dhaka.

La reazione delle autorità è la prima di questa intensità e arriva pochi giorni dopo che lo Stato Islamico ha rivendicato l’omicidio di Sunil Gomez, un commerciante cattolico sgozzato il 5 giugno scorso nel suo negozio a Bonpara, un villaggio nel nord-ovest del Bangladesh che ospita una delle più antiche comunità cristiane del Paese.