"Il capo dei servizi italiani al Cairo mentre si cercava Giulio Regeni"

L'Huffington Post riporta la coincidenza: "Trovato morto proprio quando Manenti stava per lasciare la città"

Giulio Regeni non era una spia. I servizi lo ripetono da giorni, da quando cioè si sono diffuse le voci che il giovane ricercatore trovato morto al Cairo fosse in realtà stato inviato dagli 007 in Egitto. Ma ora l'ipotesi viene rilanciata dall'Huffington, secondo cui "proprio nelle quarantotto convulse ore consumate a cavallo del ritrovamento del corpo martoriato di Giulio Regeni, il generale Alberto Manenti, direttore dell’Agenzia per la sicurezza esterna (Aise), si è trovato al Cairo faccia a faccia con i vertici dei servizi segreti egiziani".

Una coincidenza? È possibile che fosse una missione programmata da tempo. Così come è possibile che Manenti sia stato inviato dal governo per fare pressione sulle autorità egiziane nelle ore in cui si iniziava a temere la tragedia. "Sta di fatto che il viaggio di Manenti è avvenuto al termine di una escalation di contatti tra Roma e il Cairo, cominciata con una urgente e ripetuta richiesta di informazioni fatta dal nostro ambasciatore alle autorità egiziane, proseguita con un intervento diretto del ministro degli Esteri Gentiloni al suo omologo, e culminata con un doppio colloquio telefonico tra il presidente del Consiglio Matteo Renzi e il presidente al-Sisi", spiega l'Huffington Post, che aggiunge come il ritrovamento del cadavere sia avvenuto proprio nel giorno in cui Manenti avrebbe lasciato il Cairo: "Una tempistica così precisa da autorizzare a ritenere che, chiunque siano stati gli assassini, il governo egiziano fosse venuto in qualche modo a conoscenza di ciò che era accaduto".

Intanto emerge un altro retroscena inquietante. Seconco l'attivista egiziana Mona Seif, infatti, il detective egiziano assegnato al caso Regeni, Khaled Shalaby, fu condannato nel 2003 per aver torturato, insieme con due colleghi, un uomo fino a farlo morire. L'uomo trascorse un anno in carcere e la sentenza fu sospesa.

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Commenti
Ritratto di enzo33

enzo33

Gio, 11/02/2016 - 10:46

Le terribili torture erano tese a farlo"parlare", ma di cosa avrebbe potuto parlare? vi pare che se aveva "qualcosa" da dire si faceva strappare le unghie che è una delle torture più atroci?

Ritratto di Gianfranco Robert Porelli

Gianfranco Robe...

Gio, 11/02/2016 - 11:29

Il nostro "ricercatore" cercava delle rogne. E alla fine le ha trovate.

Gasparesesto

Gio, 11/02/2016 - 11:39

Alberto Manenti . . , troppo Intelligent per intervenire, prevenire . . ed evitare l'evitabile !

cterri

Gio, 11/02/2016 - 12:12

Mi dispiace per la fine che ha fatto, ma l'Egitto era proprio l'ultimo luogo dove andare a criticare il governo in carica !

SAMING

Gio, 11/02/2016 - 12:25

Chi è causa del suo m,al pianga se stesso. Come regola generale bisogna che un europeo, privato cittadino, escluda di visitare certi paesi abitati da certe etnie. Mi mweraviglia che la fARNESINA non lo abbia dissuaso a partire per l'Egitto, paese che non ha sottoscritto la convenzione di Parigi sui diritti umani (così come anche la Turchia) E poi non si svolge attività politica o di informazione in un paese straniero. Il nostro connmazionele si è dikmostrato molto sprovveduto (o invasato? ed ha fatto una fime orrenda. Pace all'anima sua.)

Invisibleman

Gio, 11/02/2016 - 13:11

piu smentiscono e piu puzza

yulbrynner

Gio, 11/02/2016 - 16:27

tanti commenti di saputelli che non sanno un emerito kazzen ma che pretendono di sapere fate una bella cosa datevi all'ippica.

nunavut

Gio, 11/02/2016 - 16:32

Ho la vaga idea che gatta ci cova,troppe mosse governative per un semplice studente sempre ammettendo che era brillante.Penso veramente che i mandanti e gli esecutori rimaranno sempre ipotetici e misteriosi e anche se "scovereranno" qualcosa il dubbio resterà di taglia.

Keplero17

Gio, 11/02/2016 - 16:33

Questo mantra continuo dei diritti umani serve solo a destabilizzare paesi che aperti alla democrazia producono governi islamisti che poi devono frettolosamente essere sostituiti con dittatori voluti dai servizi segreti occidentali. Che differenza c'è fra Al Sisi e Mubarak? Nessuna. Nel mezzo i fratelli musulmani che avevano vinto le elezioni e sono stati messi in carcere. Dovunque vi siano elezioni vincono sistematicamente gli islamisti, che poi vengono messi fuori legge dagli stati occidentali. Si direbbe una ricerca continua del caos.

baio57

Gio, 11/02/2016 - 18:10

Non si è ancora espresso l'esperto n° 1 in crisi internazionali ,l'Edward Luttwak della bassa val d'Adige....

Trifus

Gio, 11/02/2016 - 18:47

Keplero 17, fra Mubarak e Al Sisi non c’è differenza, ma in questi paesi la democrazia è una chimera, e i dittatori quando rimossi generano sutuazioni ben più gravi. Vedi l’eliminazione di Saddam ha generato l’Isis. Di Mubarak se non ci mettono una pezza i militari avremmo avuto una repubblica integralista stile talebano. Quello che succede in Libia è sotto gli occhi di tutti. Non vedo perché la rimozione di Assad dovrebbe avere un altro esito. Per quanto riguarda quel povero ragazzo non sono stati i servizi segreti o organizzazioni filo governative in quanto avrebbero fatto sparire il cadavere. Bensì associazioni contro il governo, hanno fatto ritrovare il corpo martoriato appunto per screditare il governo in carica. Almeno questa è la mia opinione.

nunavut

Ven, 12/02/2016 - 01:09

@ Keplero 17 la sua domanda penso che non sia completa avrebbe,a mio umile parere scrivere : che differenza c,é fra Mubarak,Al Sisi e Morsi,se é onesto tutti 3 si comportavano da dittatori.Amettendo che Morsi sia stato eletto "normalmente dal popolo" eliminava cmq. gli oppositori come faceva Mubarak ed ora Al Sisi dunque si comportava da vero dittatore sotto le spoglie di regime democratico.