Chi è Silvia Romano, la giovane volontaria rapita in Kenya

Chi è la 23enne volontaria milanese di Orphans's Dreams rapita durante un attacco armato in un centro commerciale. La ragazza era in Kenya da agosto

"Si sopravvive di ciò che si riceve, ma si vive di ciò che si dona", recita una didascalia sotto una sua immagine, su Facebook. È in mezzo a un gruppo di bambine. Impegnata, attiva e quasi sempre sorridente. Ha i capelli chiari, neanche un filo di trucco e uno sguardo che sembra sempre disteso. Appare così, nelle fotografie, sul suo profilo social, Silvia Romano, la giovane volontaria, rapita in Kenya, nella contea di Kilifi, durante un attacco armato in un centro commerciale a Chakama, a 80 km di distanza dalla capitale, Malindi.

Una volontaria sempre sorridente

Ha 23 anni ed è una giovane volontaria della Orphans's Dreams, un'organizzazione non governativa italiana, nata nel 2017, che ha costruito un orfanotrofio nel villaggio kenyota di Likoni. Da agosto, Romano vive in Africa, in questa comunità che si prende cura dei più piccoli che una famiglia non ce l'hanno. Insieme a lei, immagini di vita quotidiana, tra piccoli sorridenti, accompagnate da citazioni. Prese da libri o da film.

L'impegno personale

Come in una sorta di diario, Romano ha raccontato, quasi quotidianamente, la sua esperienza di vita. Fino a poche ore fa, quando è stata rapita. Per l'associazione ha dimostrato un grande impegno, soprattutto in prima persona. "Vorrei chiedervi un piccolo aiuto per ampliare la struttura e accogliere sempre più bambini, che hanno bisogno di condizioni di vita dignitose e serenità", ricordava, qualche mese fa, sulla sua pagina, appellandosi alla generosità di amici e conoscenti. A pochi giorni dal suo arrivo, a metà agosto, aveva pubblicato anche le immagini di braccialetti con la bandiera del Kenya, tutti fatti a mano da uno degli ospiti dell'orfanotrofio. Raccoglieva fondi. E scriveva: "Sono Silvia e come volontaria per Oprhans’s Dreams ho deciso di fare questa raccolta fondi per dare un importante contributo al lavoro onesto e serio che questa ONG sta portando avanti; per aiutare questi bimbi e quelli che verranno a raggiungere una qualità di vita dignitosa come meritano. Ciascuno ha il diritto di godere dei bisogni primari, tuttavia ancora troppe persone non possono permetterselo. Quindi ritengo che Delle piccole azioni e una profonda sensibilità permetterebbe ad alcune delle persone sfortunate a credere nel loro futuro, nei loro sogni e avere i mezzi per realizzarli. Meritano di avere le nostre stesse opportunità perché siamo tutti esseri umani in cerca di libertà, realizzazione, felicità".

Gli studi e la quotidianità

Secondo quanto riportato da Repubblica, a febbraio, Romano si era laureata a Milano, in una scuola per mediatori linguistici per la sicurezza e la difesa sociale, con una tesi sulla tratta di esseri umani. Ha lavorato anche in una palestra del capoluogo lombardo e prima di quell'impiego faceva lezioni alla Pro Patria 1883. "Quando era a Milano, insegnava artistica alle ragazzine qui da noi. Una persona tranquilla e disponibile", dicono di lei. Che da qualche ora non si trova. Della vicenda si occupa il Ros dei carabinieri che, su delega della procura, è in contatto con le autorità kenyote per uno scambio di informazioni.

Commenti

LeghistaCaddhipulinu

Mer, 21/11/2018 - 13:05

Coraggio Silvia, siamo di cuore con te. --- CONTE, SALVINI : il GIS e il 9° in Kenya, subito.

Una-mattina-mi-...

Mer, 21/11/2018 - 17:26

CHI E' CAUSA DEL SUO MAL...

Ritratto di armandoesse

armandoesse

Mer, 21/11/2018 - 22:13

Altri 12 milioni di euro di riscatto

nopolcorrect

Mer, 21/11/2018 - 23:18

E noi pagheremo...

Ritratto di allergica_alle_zecche

allergica_alle_...

Gio, 22/11/2018 - 01:50

e dopo aver pagato lei riparte felice... Comunque, noi EUROPEI: quando fummo distrutti dalle guerre, quando si trattava di ricostruire tutto: non mi risulta che gli sceicchi o i santoni africani ci abbiano aiutati!non hanno mandato manco un cespo di banane! Noi invece dobbiamo badare a loro, che sanno solo scopare e riprodursi! poi loro spediscono col barcone il figliolo e noi lo rimandiamo indietro con qualche migliaia di euro in tasca per aiutarlo nel suo paese... BAH! abbiamo una crisi economica pazzesca e ci mettiamo a pensare agli estranei!! roba da matti!!

Ritratto di salrandazzo

salrandazzo

Dom, 25/11/2018 - 08:40

Notate la differenza. Quando rapiscono o uccidono un uomo, possibilmente un militare, i commentatori di questo Giornale manifestano una incodizionata solidarietà. Penso ai nostri Marò Latorre e Girone, per lungo tempo prigionieri in India. Penso a Quattrocchi, insieme a Cupertino, Agliana, Stefio. Gente che va a lavorare in paesi pericolosi, armati, solitamente in cambio di stipendi elevati. I Marò sono militari della San Marco, mandati a difendere una petroliera italiana. Quattrocchi e compagni erano mercenari, civili impegnati in operazioni di protezione (body guard?). Per loro tutta la solidarietà possibile. Le cose cambiano se si parla di Enzo Baldoni e Vittorio Arrigoni. Peggio ancora se sono donne, tipo le due Simone. O la ragazza di adesso. Ecco, mi piacerebbe sapere qual è l'elemento che rende alcuni meritevoli di solidarietà, altri di disprezzo. Secondo me meritano molto disprezzo quelli che fanno queste differenze.