"La Cina come la Germania nazista": parlamentare australiano nella bufera

Il parlamentare australiano Andre Hastie ha scatenato l'ira di Pechino accostando indirettamente la Cina alla Germania nazista e all'Unione Sovietica staliniana

La Cina come la Germania nazista e l’Unione Sovietica di Joseph Stalin.

Il paragone fatto sul Sydney Morning Herald dal liberale Andre Hastie, capo della commissione parlamentare dell’intelligence australiana, ha scatenato le ire di Pechino. Nel suo intervento, Hastie ha elencato le opportunità, ma soprattutto le minacce, cui l’Australia dovrebbe necessariamente tener conto nelle relazioni diplomatiche con il gigante asiatico. Il Dragone viene infatti accusato di mettere a rischio la sovranità dell'Australia, la sua economia i suoi valori democratici e la sua sicurezza nazionale.

Una volta – ha scritto Hastie in un articolo che lo ha fatto finire nell’occhio del ciclone - l'Occidente credeva che la liberalizzazione economica avrebbe portato naturalmente alla democratizzazione in Cina. Questa era la nostra linea Maginot. Ci terrebbe al sicuro, proprio come i francesi credevano che le loro serie di forti in acciaio e cemento li avrebbero protetti dall'avanzata tedesca nel 1940. Ma il loro pensiero fallì catastroficamente”.

La tesi di Hastie è che Canberra, fin qui, avrebbe usato un atteggiamento errato di fronte all’ascesa della Cina, non intravedendo i pericoli evocati dal Dragone. Un atteggiamento che ricalcherebbe quello adottato ai tempi della Seconda Guerra Mondiale dalla Francia nei confronti della Germania nazista e dell’Occidente di fronte all’Unione Sovietica staliniana.

La risposta di Pechino

La risposta della Cina non si è certo fatta attendere. L’ambasciata cinese in Australia ha accusato il deputato Hastie di avere “pregiudizi ideologici”, e ha inoltre affermato di “deplorare fortemente i commenti di Hastie che hanno messo a nudo la sua mentalità da guerra fredda”. “La storia – si conclude così la nota diplomatica – ha dimostrato e continuerà a dimostrare che lo sviluppo pacifico della Cina è un’opportunità per il mondo e non una minaccia”.

Il Labour ha definito l’intervento di Hastie “estremo, sgradito ed esagerato” mentre il primo ministro australiano, Scott Morrison, ha preso le distanze dal pensiero del parlamentare. Hastie, che in passato ha più volte attaccato la Cina, sollecita l’Australia a bilanciare maggiormente i propri interessi di sicurezza con gli Stati Uniti, e limitare i rapporti con Pechino solo per quanto riguarda il lato commerciale.