Le accuse del boia Jihadi John: "I servizi segreti mi hanno rovinato"

Al fratello chiese di non seguire i suoi passi e non andare in Siria. E ora sostengono che la radicalizzazione sia colpa delle autorità

Invitava il fratello a non fare come lui, a non intraprendere la sua stessa strada. C'è questo in un'intervista che Omar Emwazi, fratello di Mohamed, meglio conosciuto come Jihadi John, il "boia" dell'Isis ucciso in un attacco aereo in Siria, concesse lo scorso anno.

A raccontarlo è l'Independent, secondo cui il jihadista responsabile per la decapitazione di molti degli ostaggi occidentali finiti nelle mani dell'Isis al fratello 22enne, più giovane di lui, consigliava di non seguire i suoi passi e ricordava come il periodo dal 2009 al 2012, quando era stato tenuto sotto sorveglianza da MI5 e Scotland Yard, gli avesse rovinato la vita.

"Non era il tipo che si lamentava, ma diceva sempre 'Non essere come me' e 'Impara dagli errori degli altri'", raccontava Omar, secondo cui il fratello aveva cercato più volte di tornare in Kuwait, Paese del Golfo di cui la sua famiglia era originaria, ma che ogni volta era stato fermato dalle autorità britanniche. Era riuscito a fuggire nel 2012, imbarcandosi al porto di Dover. Dalla Turchia era finito in Siria e si era poi unito al sedicente Stato islamico, che gli procurò la sua macabra fama.

Nell'intervista Omar non giustifica le scelte del fratello, ma condanna i servizi. "Non lasciavano mai solo", racconta. E ne è convinto; la radicalizzazione è passata anche da questa sorveglianza continua.

Commenti
Ritratto di marco piccardi

marco piccardi

Lun, 25/01/2016 - 12:03

gia', adesso la colpa e' dei servizi segreti se questo maniaco omicida si e' messo a tagliare teste di povericristi

polonio210

Lun, 25/01/2016 - 12:04

In effetti i servizi segreti inglesi hanno sbagliato.Fin dal primo momento,in cui si capiva che aveva l'intenzione di unirsi ai terroristi islamici,gli si sarebbe dovuto piantare una pallottola nel cervello per poi scaricarlo in mare in una bara di cemento.Gente come Jihadi John,insieme gli altri suoi sodali islamici,non meritano processi e condanne detentive ma solo di scomparire dalla faccia della terra.

buri

Lun, 25/01/2016 - 15:41

poverino + stato rovinato, ja mai pensato alle sue vittime qusndo le assissinava? quel criminale ha anche il coraggio di lamentarsi perché è stato smascherato, gli sta bene