La Corea del Nord ha miniaturizzato 60 testate nucleari

La Corea del Nord avrebbe concluso il processo di miniaturizzazione delle testate nucleari per il trasporto su vettori intercontinentali

La Corea del Nord è riuscita a miniaturizzare circa 60 testate nucleari da imbarcare sui missili balistici di classe ICBM. E’ questa l’ultima valutazione dell’intelligence Usa. Si tratta di una valutazione ufficiale a firma della Defense Intelligence Agency consegnata lo scorso 28 luglio alla Casa Bianca.

Un missile balistico intercontinentale, dopo la fase di propulsione e spinta, raggiunge l’orbita terrestre per rilasciare il veicolo di rientro principale, la punta del missile. Quest’ultima, una volta posizionata tramite navigazione inerziale, rilascia le testate che colpiscono gli obiettivi rientrando dall’atmosfera terrestre. Fino a pochi giorni fa, i servizi segreti statunitensi ritenevano il processo di miniaturizzazione (standardizzazione delle testate nucleari per il trasporto su vettori intercontinentali) non ancora raggiunto, ma alla portata della Corea del Nord entro il 2020. Adesso tale stima è stata rivista.

Secondo Defense Intelligence Agency sarebbero circa 60 le testate miniaturizzate e pronte per essere imbarcate sugli ICBM.

Il test dello scorso 4 luglio ha costretto l’intelligence statunitense a rivedere le stime, ritenute oggi troppo conservatrici. Nella valutazione si riconosce di aver sottovalutato la determinazione di Kim Jong-un nel realizzare un’arma nucleare che, con tutte le limitazioni del caso, potrebbe raggiungere il suolo americano. Conclusa la pazienza strategica dell’era Obama, il Pentagono continua ad elaborare ogni strategia potenziale da prospettare al Presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Secondo la nuova valutazione, la Corea del Nord potrebbe colpire gli Stati Uniti continentali entro il 2018, prima cioè del previsto aggiornamento ed upgrade delle difese missilistiche territoriali statunitensi.

Salito al potere nel 2011 dopo la morte del padre, Kim Jong Un ha ridato nuova linfa ai programmi missilistici e nucleari del paese. Nel 2016, Pyongyang ha effettuato due test nucleari e lanciato più di trenta missili sperimentali. Nonostante le risoluzioni delle Nazioni Unite, la Corea del Nord continua a sviluppare il processo di standardizzazione delle testate nucleari da imbarcare sui missili strategici. Il Nord ha condotto test nucleari nel 2006, 2009 e nel 2013. Il quarto test nucleare si è svolto lo scorso anno, due giorni prima il compleanno di Kim. Il quinto test è avvenuto a margine delle manifestazioni per il 68° anniversario della fondazione della Repubblica Popolare Democratica di Corea e pochi giorni dopo il vertice economico del G-20 in Cina.

La Corea del Nord conduce normalmente i suoi test nucleari e missilistici al mattino. L’ultimo test è stato effettuato di notte dalla remota provincia di Jagang, probabilmente per dimostrare la versatilità operativa del sistema d’arma Hwasong-14. Per avere un deterrente reale, è importante che la Corea del Nord dimostri al mondo che può lanciare in qualsiasi momento e luogo, rendendo nulla la capacità di osservazione straniera.

Non è noto se il regime abbia testato con successo il nuovo disegno delle testate, anche se la Corea del Nord afferma di aver raggiunto tale traguardo da oltre un anno. La valutazione statunitense è condivisa dal Ministero della Difesa giapponese. Pyongyang ha ripetutamente annunciato la sua intenzione di schierare una flotta di ICBM a protezione della integrità del regime. L’ultimo test ha confermato i progressi nel campo dei sistemi balistici intercontinentali, ma il video diffuso ha svelato una certa criticità strutturale del veicolo di rientro che si sarebbe disintegrato nella sua fase di discesa nell’atmosfera. Da rilevare che oltre alla gittata massima, un missile deve anche essere in grado di trasportare una testata, sopravvivere al rientro nell'atmosfera e colpire un bersaglio con precisione. Solo perché i la Corea del Nord afferma di colpire una città americana non significa che potrebbe farlo (e sarebbe comunque un suicidio). Gli asset del Nord sono destinati alla dissuasione nei confronti di qualsiasi cambio di regime da parte degli Stati Uniti.

Corea del Nord: il mito e la realtà

Secondo l'amministrazione George W. Bush, la Corea del Nord era ormai prossima allo sviluppo di un ICBM in grado di minacciare gli Stati Uniti. Nel 2000, la tecnologia missilistica di proiezione della Corea del Nord era stata chiaramente sovrastimata. Le successive amministrazione hanno adottato un approccio scettico (così come avvenuto per i cinesi negli anni ’60), nuovamente mutato dopo i recenti test.

Scindiamo il mito e la propaganda interna dalla realtà. Kim Jong Un, così come suo padre e suo nonno prima di lui, non sono stupidi. Sarebbe un errore madornale considerarli tali. E così come i suoi predecessori, il caro leader conosce la potenza degli Stati Uniti, in grado di cancellare per sempre ed in pochi minuti la piccola nazione comunista (è una certezza strategica). La dinastia Kim chiede il rispetto internazionale e cerca, soprattutto, di sopravvivere. Il rispetto internazionale si basa sul riconoscimento a potenza nucleare così da reimpostare le relazioni con i diretti antagonisti come la Corea del Sud e gli Stati Uniti. Il graduale aumento della pressione militare sul regime nordcoreano per ottenere un risultato politico, nella speranza che non precipiti in un conflitto reale, è un elemento debole e pericoloso per la politica degli Stati Uniti. In assenza di una nuova iniziativa diplomatica, la situazione di per se instabile nella penisola coreana, continuerà a peggiorare.

Commenti

Demy

Mer, 09/08/2017 - 13:09

Non credo al rapporto dei servizi segreti americani visto che, per molto tempo e numerose volte, hanno "bucato" volutamente la verità. Armi di distruzione di massa in Iraq docet.

releone13

Mer, 09/08/2017 - 16:14

Ehi....qui parlate di 60 testate....in un altro articolo parlate di una sola testata.......ma dico, va bene scrivere boiate ma almeno controllate!!!!!!