Corea del Sud, Seul condanna ex-presidente Park per corruzione

L’ex-presidente della Corea del Sud, Park Geun-hye, é stata condannata in appello a 25 anni di carcere per corruzione

L’Alta Corte di Seul ha pronunciato oggi la sentenza contro l’ex presidente della Corea del Sud, Park Geun-hye, coinvolta nello scandalo di corruzione nel periodo in cui era a capo del Paese. L’ex presidente sudcoreana é stata condannata in appello a 25 anni di carcere e al pagamento di una multa di 20 miliardi di won, pari a 15,4 milioni di euro. La sentenza odierna inasprisce la pena della Park che lo scorso 6 aprile veniva condannata in primo grado a 24 anni di reclusione, congiunti al versamento di una multa di 18 miliardi di won, pari a 13,8 milioni di euro.

Park Geun-hye era stata esautorata dalla carica di presidente della Corea del Sud nel marzo 2017, dopo che la Corte Costituzionale di Seul aveva validato l’impeachment votato dal parlamento il 9 dicembre a fronte degli scandali di corruzione che l’avevano vista protagonista. L’ex presidente sudcoreana era stata incriminata con 13 capi di accusa, tra cui corruzione, abuso di potere e diffusione di documenti di Stato riservati. Assieme a Park é conivolta nello scandalo anche Choi Soon-sil, confindente dell’ex presidente di Seul e condannata a scontare 20 anni di carcere.

In particolare l’ex presidente Park e la sua “consigliera” sono state condannate per aver esercitato pressioni su diverse grandi imprese nazionali, tra cui il colosso Samsung. Le 18 aziende sudcoreane coinvolte nello scandalo avrebbero quindi versato ingenti somme di denaro nelle tasche di due organizzazioni non profit controllare proprio dall’ex consigliera presidenziale Choi. Il tutto in cambio di favori da parte del governo, nel quale tra l’altro Choi non deteneva alcun incarico ufficiale. I fondi incassati dalle due organizzazioni non profit ammonterebbero a 77,4 miliardi di won, una somma pari a 60 milioni di euro.