Ecco chi ha incantato Vanessa e Greta

Un 46enne ultrà filo arabo le ha aiutate a organizzare la «missione». Lui è al sicuro, loro nelle mani dei rapitori

Il ministero degli Esteri, come sempre in questi casi, raccomanda discrezione: Vanessa Marzullo e Greta Ramelli sarebbero nelle mani di una banda «specializzata in rapimenti». Al sicuro in Italia invece c'è Robert Andervill, che ora non parla, non risponde al telefono, si nasconde dietro quelle tre righe sulla pagina Facebook di Horryaty, l'associazione da lui fondata assieme alle due ventenni lombarde rapite in Siria. «A nome del Progetto Horryaty vorrei dire che non saranno rilasciate dichiarazioni a nessuno. Tutte le informazioni sul Progetto sono su questa pagina. Tutte le altre informazioni, ammesso che ce ne siano, non saranno divulgate. Non saranno tollerati commenti di nessun genere. Questo Progetto continuerà a esistere appena Greta e Vanessa saranno di nuovo con noi. Grazie per il sostegno». Un modo neppure troppo elegante di lavarsi le mani, eludere le proprie responsabilità di cattivo maestro, mandante della missione «suicida» a cui sono state destinate due ragazzine entusiaste, ma sprovvedute.

Cominciamo dall'inizio. Cominciamo proprio da Roberto Andervill, da questo fabbro 46enne di Varese che su Facebook dichiara di aver studiato alla «scuola della vita». Diciamolo, fossimo i genitori di Vanessa e Greta non metteremmo i nostri figli nelle mani di un signore che come biglietto da visita usa una foto di se mascherato con una kefiah palestinese sotto un grande striscione con scritto «Gaza resisti». E soprattutto ci chiederemmo quale sia l'equidistanza, la ponderatezza di un personaggio che a 46 anni posta frasi del tipo «Allam, Ferrara, Pacifici e Di Segni. Poker di merde» o ancora «un giorno pagherete tutto merde sioniste». Tutto questo per dire che un elemento del genere all'interno di una Onlus non fa pensare a un'associazione umanitaria, neutrale e indipendente stile Croce Rossa, ma piuttosto a un'organizzazione ideologicamente schierata, quasi militante. Il che non è un delitto ed è assolutamente lecito. Ma cercar di decifrare gli eventi del mondo attraverso il filtro dell'ideologia rischia di regalare pericolose allucinazioni. E questa è la principale responsabilità del cattivo maestro Roberto Andervill. Che dopo aver soffiato nelle orecchie di Greta e Vanessa la cantilena sulla rivoluzione libertaria del popolo siriano le ha lasciate da sole in una terra dove da almeno due anni e mezzo non esiste più alcuna lotta per la libertà. Una terra dove vige solo la spietata legge dei gruppi jihadisti pronti a massacrare chi non la pensa come loro e a rapire chi arriva con l'errata convinzione di poter aiutare.

Queste credeteci non sono fumose e discutibili teorie. Sono fatti comprovati dalla tragedia di padre Paolo Dall'Oglio, gesuita da oltre un anno nelle mani dei jihadisti dell'Isis con cui s'illudeva di poter dialogare, dal dramma di Domenico Quirico, giornalista rapito dagli stessi ribelli con cui era entrato in Siria per raccontare la cosiddetta «rivoluzione». Greta e Vanessa accecate dalla passione e dall' entusiasmo giovanile potevano anche non essersene accorte, potevano anche sognare, potevano anche inebriarsi al fumo dell'ideologia. Ma quel fabbro 46enne «educato alla scuola della vita» dov'era quando Greta e Vanessa preparavano, come si vede in alcune foto, kit di pronto soccorso in contenitori mimetici e destinati quindi non a innocenti civili, ma più presumibilmente a combattenti in prima linea? Non lo sappiamo. Ma sappiamo che non era con loro quando il ciarpame ideologico con cui le ha influenzate e condizionate le ha trascinate nelle mani dei loro aguzzini.

Commenti

filatelico

Ven, 08/08/2014 - 09:50

Un grande DELINQUENTE!!!Prendetelo e buttate la chiave!!!!

Beaufou

Ven, 08/08/2014 - 10:02

Se le cose stanno così, forse si dovrebbe dare un'occhiata alle attività di questo signor Andervill e della sua Horryaty.A occhio, l'unica attività che si può supporre è quella di fornire "ostaggi" da riscattare, carpendo la buonafede di due ragazzine. Mi sembra molto simile al plagio, fra l'altro.

Ritratto di Memphis35

Memphis35

Ven, 08/08/2014 - 10:33

Non sapevo che la competenza dei fabbri si estendesse alle strategie sociopolitiche ed economiche internazionali. In epoca prebasagliana queste situazioni fantozziane sarebbero state evitate con un bel ricovero in reparto psichiatrico.

Anonimo (non verificato)

Ritratto di Alessandro Noe'

Alessandro Noe'

Ven, 08/08/2014 - 11:17

Questo idiota comunque non le ha minacciate con una pistola in faccia ad andare in Siria…. Vedremo quanto tempo passera' prima di rivedere queste deficienti in Italia mentre i Maro' sono ancora in India.

Magdlin

Ven, 08/08/2014 - 11:36

A prescindere dal caso specifico di queste due ragazze. Parlando in termini più generali, quando ci sono questo tipo di pericoli ed elevati rischi di violenze e attentati in un paese, in questo caso la siria, le autorità aeroportuali, consolari o chi per esse possono permettere a due ragazze (in questo caso ventenni) o a chiunque di prendere e partire senza una motivazione più che seria e urgente che giustifichi la loro partenza? Capisco giornalisti o chi è costretto a recarsi in queste zone per motivi di lavoro. Ok. Ma mi chiedo se non esistono dei controlli che filtrino questo tipo di partenze quando sono verso destinazioni ad alto tasso di rischio? Da quanto appena successo deduco che la risposta sia no.

andrea24

Ven, 08/08/2014 - 11:36

La vera Palestina sta con la Siria,l'Iran ed Hezbollah,non con questi buffoni.

BlackMen

Ven, 08/08/2014 - 12:35

Magdlin: beh non è che queste pigliano e partono così facendo il biglietto su internet. Di norma partono al seguito delle numerose organizzazioni non governative che operano nelle aree disastrate

killkoms

Sab, 09/08/2014 - 12:20

le 2 simone,la compagna giornalista,la sarda e ora queste 2 incoscienti,dovrebbero restituire i soldi spesi o che saranno spesi per i loro riscatti!è da imbecilli andare in un posto in cui non c'è più alcuna autorità!