Ecco perché Isis canta vittoria: i raid sono un buco nell'acqua

Nonostante gli attacchi aerei in Siria, gli jihadisti arrivano al confine turco Ma a Kobani i curdi resistono: una kamikaze si fa esplodere tra i nemici

Arin Mirkan, la combattente curda che si e' fatta esplodere tra i miliziani dell'Is

L'incappucciato Jihadi John continua a decapitare indisturbato. L'ex guardia giurata Abu Said Al Britani lancia invece proclami a volto scoperto. Sono i due volti dello Stato Islamico. Due volti diversi con in comune la sfacciataggine regalata dalla certezza dell'impunità. Questo perché sia il decapitatore, sia l'imbonitore accarezzano la certezza di farla franca. E con quella certezza propagano un contagio jihadista che conosce più né confini, né limiti d'età. Lo dimostrano i casi paralleli della quindicenne francese Assia Saidi riacciuffata mentre tentava di raggiungere la Siria e di una sua coetanea inglese ancora ricercata dalla polizia. L'impudenza dei terroristi e il diffondersi del contagio sono entrambi figli dall'inconsistenza occidentale. I bombardamenti sono, chiaramente, un buco nell'acqua. In Siria, nonostante i raid aerei, lo Stato Islamico sta per conquistare la cittadella curda di Kobani al confine turco siriano.

E per tentare di fermarlo le milizie curde hanno dovuto tornare ai vecchi metodi. Come a metà anni 90, quando 15 donne del Pkk lanciarono attacchi suicidi in Turchia, ieri una ragazzina curda con addosso un giubbotto esplosivo ha raggiunto le linee dell'Isis e si è fatta esplodere in mezzo ai nemici. Nel frattempo le speranza di liberare gli ostaggi occidentali si stanno riducendo a zero. Secondo indiscrezioni dell' intelligence inglese gli aerei senza pilota in volo sopra Raqqa e le altre zone dello Stato islamico avrebbero «avvistato» sia Jihadi John, sia alcune figure con delle tute arancioni. Quei brevi rilevamenti non permettono però d'individuare né la tana di Jihadi John, né le prigioni degli ostaggi. Così l'analisi di quei brandelli d' intelligence i servizi segreti inglesi hanno escluso sia la possibilità di un raid per eliminare il «decapitatore», sia un'operazione delle «forze speciali» per liberare i prigionieri. E secondo altre voci anche i capi delle Sas, il corpo d'elite inglese, concorderebbero sul rischio di un fiasco. Se l'eliminazione di Jihadi John minaccia di innescare una serie di decapitazioni multiple il tentativo di liberare gli ostaggi è praticamente irrealizzabile vista l'abitudine dell'Isis di tenere i prigionieri separati, spostandoli da un angolo all'altro del deserto siriano. Inoltre, come hanno constatato le forze speciali americane - intervenute a giugno per liberare Foley e altri rapiti - le linee del Califfato sono, praticamente impenetrabili senza ingaggiar battaglia in fase d'inserimento o esfiltrazione.

A conti fatti l'Isis sta dunque vincendo la guerra contro un'America e un'Europa terrorizzate dall'idea di dover ricorrere all'unico strumento capace di garantire un'effettiva vittoria, ovvero l'invio di truppe di terra. Da questo nasce l'ostentata impudenza non solo di Jihadi Johns o dell'ex guardia giurata Abu Said Al Britani, ma di tutto lo jihadismo internazionalista pronto oggi a marciare sotto le bandiere nere dell'Isis. A differenza dei talebani del Mullah Omar e dei militanti di Al Qaida, sommersi nel 2001 da un diluvio di bombe e inseguiti poi dai gruppi afghani messi insieme dall'amministrazione di George W. Bush gli uomini del Califfato sanno oggi di aver poco da temere. I caccia bombardieri in volo sui deserti d'Iraq e Siria stentano ad individuare obbiettivi che valgano il costo delle loro bombe e ancor più raramente s'imbattono in colonne di nemici da annientare. I vertici militari dell'Isis, formati da veterani abituati da decenni a confrontarsi con guerre e bombardamenti, sanno infatti come minimizzare i danni, disperdere le proprie forze e ricompattarle solo al momento di lanciare un'offensiva importante. Così per la prima volta dall'11 settembre i terroristi islamici e i loro sostenitori non convivono più con la spiacevole sensazione di essere degli animali braccati, destinati o alla morte o alla sconfitta, ma possono accarezzare l'idea di una guerra di lunga durata e di una possibile vittoria. Per questo sono destinati a crescere e moltiplicarsi. Sotto i nostri occhi. Stupiti, ma impotenti.

Commenti

bret hart

Lun, 06/10/2014 - 15:30

mandate i marines non 4 gatti ma un intero esercito obama dormi?

Ritratto di Omar El Mukhtar

Omar El Mukhtar

Lun, 06/10/2014 - 21:21

VUOI ANNIENTARE IL CORPO DEI MARINES E ARRICCHIRE I FABBRICANTI DI SACCHI DI PLASTICA?

Ritratto di giuseppe zanandrea

giuseppe zanandrea

Mar, 07/10/2014 - 07:31

Non c'è via d' uscita e dovremo arrivare al dunque....NOI O LORO. Senza sperare che Obama o gli yankees di turno ci vengano a "salvare". Ora come allora, quando 250 anni fa i Turchi di Alì Pashà arrivarono fin sotto le porte di Vienna. prima di venir ricacciati...Altro che ospitare i profughi dei barconi- o quelli che da noi ci arrivano comodamente in aereo, treno , auto...- dovremo combattere per la nostra sopravvivenza, almeno noi al nord dell' Europa! Si aspetta solo che anche la Chiesa si convinca della necessità di difendere la Fede e volti pagina sul buonismo di comodo...altrimenti pederà l' Europa.

Ritratto di giuseppe zanandrea

giuseppe zanandrea

Mar, 07/10/2014 - 07:48

Ma quale aiuto da parte di Obama e degli USA? Questi non sono stati capaci di aver ragione di quattro pezzenti nel deserto dell Irak come prima contro il Vietnam...e ora si spera che riescano a fermare un miliardo di mussulmani? Ma siamo seri! Prepariamoci a difendere noi stessi e la nostra Civiltà contando sulle nostre forze, stringendo alleanza coi russi - cristiani come noi con gli stessi nostri problemi derivanti dai 50 milioni di fedeli islamici che stanno dentro e ai confini della Russia- La Storia si ripete ora come 250 anni fa, quando Alì Pasha pose l' assedio di Vienna e fu sconfitto - grazie a Dio è il caso di dire- quando il Papa riuscì a riunire la Coalizione di Cristiani....come nel 1500 quando Venezia con la Coalizione Cristiana distrusse a Lepanto la flotta turca ....Ma possibile no capirlo?

brujodelasalsa

Gio, 20/11/2014 - 18:22

COme! Tutti a criticare l''imperialismo americano, siamo succubi degli Statesmen e altre sciocchezze che si leggono sui social, ora invochiamo i marins. Ipocrisia pura, l'Europa dove è rimasta, esiste ancora? Oppure ci devono pensare sempre "loro"a toglierci dalle scatole quei 4 pecoroni creati da noi stessi?