Egitto, l'Isis assalta il monastero cristiano di Santa Caterina

Un posto di blocco delle forze di sicurezza egiziane a pochi chilometri dal monastero di Santa Caterina, nel Sinai, è stato attaccato da un gruppo di miliziani dello Stato Islamico. Un poliziotto è morto e altri quattro sono rimasti feriti

Lo Stato Islamico colpisce ancora in Egitto. Dopo le stragi di Tanta e Alessandria, nel mirino delle bandiere nere, questa volta, è finito il monastero di Santa Caterina, uno dei più antichi monasteri cristiani, che si trova nel sud della penisola del Sinai.

Nella serata di ieri, infatti, un gruppo di miliziani dello Stato Islamico ha aperto il fuoco contro un posto di blocco della polizia egiziana, schierato a protezione del monastero cristiano, uccidendo un poliziotto e ferendone altri quattro. Secondo quanto si apprende da un comunicato del ministero dell’Interno del Cairo, le forze di sicurezza egiziane hanno risposto al fuoco ferendo alcuni degli assalitori e obbligandoli a fuggire. Durante la fuga, alcuni di loro hanno abbandonato le armi per trasportare i feriti.

La rivendicazione dello Stato Islamico è arrivata stamattina. I jihadisti hanno rivendicato la paternità dell’azione attraverso l’agenzia di stampa del Califfato, Amaq. A renderlo noto, è stato il sito di intelligence americano, Site.

Il nuovo attacco contro un obiettivo cristiano arriva a pochi giorni dal viaggio apostolico di Papa Francesco e mentre nel Paese è in vigore lo stato di emergenza, dichiarato dal presidente, Abdel Fattah al Sisi, dopo gli attentati che hanno insanguinato la Domenica delle Palme dei copti. Portano la firma dell’Isis, infatti, anche gli attacchi alla chiesa di San Giorgio, a Tanta, e alla chiesa di San Marco, ad Alessandria, in cui sono morte 47 persone che stavano assistendo alle celebrazioni liturgiche.

L'assalto di ieri è avvenuto a pochi chilometri dall’ingresso del monastero di Santa Caterina d'Alessandria che, inserito nel 2002 nella lista dei siti patrimonio dell’Unesco, viene visitato ogni anno da centinaia di fedeli egiziani e stranieri. Dal 2013 la penisola del Sinai, dove si trova l’antico monastero cristiano oggetto dell’attacco di ieri, è teatro di una guerriglia che contrappone gruppi islamisti, tra cui la branca locale dello Stato Islamico, e forze di sicurezza egiziane. Decine di attacchi kamikaze sono stati messi a segno contro militari e poliziotti del Cairo. Ma, negli ultimi mesi, l’obiettivo privilegiato dei jihadisti sono diventati i cristiani copti, circa il 10% della popolazione egiziana, a cui l’Isis ha dichiarato guerra, con un video messaggio pubblicato lo scorso febbraio. Centinaia di famiglie cristiane, nei mesi scorsi, sono state costrette, per sfuggire alle violenze dei jihadisti, ad abbandonare la città di al Arish, nel Sinai settentrionale.

Commenti

gustinet

Mer, 19/04/2017 - 11:38

Ormai siamo obbligati ad andare in chiesa salutando i poliziotti che difendono con le armi le nostre cattedrali, e i "cari fratelli musulmani" ci chiamano pure crociati, sapendo bene che le crociate dei tempi antichi erano rivolte contro le loro angherie di conquista militare, perchè volevano vincere e dominare incapaci di convincere. In ogni modo è ammirabile il coraggio dei cristiani che vivono ancora negli Stati musulmani. A distruggere il cristianesimo non è riuscito l'impero Romano, non è riuscito l'Islam, non è riuscito il materialismo comunista, e a distruggere la Chiesa non riusciremo nemmeno noi cristiani di poca fede.

Ramsmeat

Mer, 19/04/2017 - 12:01

I pacifici fratelli di Omar El Mortazza.

Tarantasio

Mer, 19/04/2017 - 13:21

il papa ateo si è già congratulato...