Epidemia di ebola in Congo trattata con l'ignoranza

Nella Repubblica Democratica del Congo il personale sanitario combatte contro due nemici: l'ebola e l'ignoranza della popolazione locale che crede di poter curare la malattia dei propri cari cantilenando preghiere di dubbia efficacia

La World Health Organization (WHO) ha recentemente dichiarato lo stato di epidemia di ebola nella Repubblica Democratica del Congo.

Dall'8 maggio 2018 sono stati registrati 58 casi di persone colpite dal virus, con la segnalazione di 27 vittime fino ad ora. Il personale sanitario teme che ci possa essere una diffusione che vada oltre i confini della città di Mbandaka, che conta più di un milione di abitanti. L'ebola è un virus altamente contagioso e letale, non essendoci ad oggi una cura. Il veicolo noto di trasmissione è una particolare specie di pipistrello che viene cacciata per la sua carne. Successivamente, il virus continua a diffondersi tramite contatto con fluidi organici e resta in incubazione dai 2 ai 21 giorni.

I sintomi iniziali sono quelli di una comune influenza a cui seguono febbre alta, debolezza, vomito,diarrea ed emorragie interne ed esterne. Nonostante la gravità dei sintomi, ancora regna molta ignoranza tra la popolazione locale ed infatti è stato segnalato che tre pazienti, sotto pressione delle loro famiglie, hanno lasciato il luogo dove venivano trattati e sono stati portati in chiesa per pregare. Poche ore dopo, due dei pazienti sono deceduti, mentre il terzo è ritornato presso il centro di Medici senza Frontiere dove era ricoverato. Questo tipo di comportamento nella popolazione è fonte di preoccupazione per il personale medico che sta cercando in tutti i modi di evitare ulteriori contagi. Infatti, mantenere la città in isolamento è il modo migliore di contrastare il diffondersi della malattia. Lo staff medico ha iniziato ad usare un vaccino sperimentale dal 21 maggio per cercare di bloccare la propagazione del virus attraverso una campagna di immunizzazione. Who afferma che questa epidemia ha tutto il potenziale per espandersi. Le prossime settimane saranno cruciali e ci potranno dire se il virus si diffonderà ad altre aree urbane oppure se il personale sanitario riuscirà a tenerlo sotto controllo, limitandolo geograficamente.

Commenti
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giovinap

Gio, 24/05/2018 - 10:24

senza fare gli ipocriti, ritengo che spesso le preghiere sono più efficaci dei "medicinali" in primo luogo per che le preghiere non hanno effetti collaterali, costano poco e non sono amare. entrando nello specifico,scientifico, raccogliersi in preghiera mette in funzione la "parasimpatica"(che interviene nel sistema di controllo di funzioni corporee involontarie)abbassando la frequenza cardiaca e la pressione arteriosa rafforzando la risposta immunitaria e riducendo il livello ematico del "cortisolo"(ormone che produce lo stress; è ovvio che da sola la preghiera non basta per guarire!