Francia, l'appello dei docenti contro le violenze dei collettivi

Appello di un centinaio di docenti universitari francesi e intellettuali a favore della libertà di parola dopo una serie di conferenze annullate per via delle violenze dei collettivi di estrema sinistra

Francia e Italia tenute sotto scacco dai collettivi della sinistra radicale, che decidono a loro piacimento chi può o meno parlare nelle università. In Italia abbiamo assistito, nelle scorse settimane, alle azioni intolleranti e squadriste dei collettivi nei confronti del giornalista del Giornale Fausto Biloslavo. È successo all'Università di Trento, presso la Facoltà di Sociologia, dove Biloslavo era stato invitato per un dibattito inerente la Libia con il direttore dell'Adige Alberto Faustini e il giornalista Raffaele Crocco. La prima volta i collettivi di estrema sinistra hanno imposto il bavaglio rosso e costretto Biloslavo ad annullare l'evento: la seconda volta - 30 ottobre - il giornalista è riuscito a parlare, ma non senza difficoltà, con i collettivi che hanno provato in tutti i modi a sabotare la conferenza con schiamazzi, urla e insulti di ogni genere e rischiando di colpire anche il rettore dell'Università di Trento che tentava di mediare.

La colpa di Biloslavo? Aver criticato le Ong ed essere stato, da ragazzo, nel Fronte della gioventù. Gli episodi di intolleranza da parte della sinistra radicale nelle università europee, tuttavia, nono sono affatto isolati e piuttosto frequenti. Martedì scorso, in Francia, a Parigi, l’ex presidente della Repubblica francese, François Hollande, era stato invitato per presentare il suo ultimo libro, Repondre à la crise démocratique, ma i collettivi di sinistra gli hanno impedito di parlare e hanno preso di mira gli studenti che volevano partecipare alla conferenza, che avrebbe dovuto tenersi presso la Facoltà di Giurisprudenza. Come riporta La Verità, dopo l'ennesimo e gravissimo episodio, i professori francesi hanno finalmente deciso di ribellarsi. Circa 100 fra docenti universitari e intellettuali hanno inviato una lettera a Le Figaro a favore della libertà d'espressione, messa in serissima discussione dai collettivi e sedicenti "antifascisti" e "antirazzisti".

Come spiegano nella lettera i docenti francesi, negli ultimi mesi, "non meno di cinque eventi sono stati annullati dalle università a causa di minacce da parte di diversi gruppi di pressione e di organizzazioni di estrema sinistra. In tutte le occasioni, gli organizzatori hanno rinunciato con la motivazione che non sarebbero stati in grado di assicurare la sicurezza dei partecipanti e del pubblico". Nell'ultimo periodo sono state annullate le conferenze di Alain Finkielkraut, un convegno di un deputato definito "sessista" dalle femministe, un evento dedicato all'islamismo con Mohamed Sifaoui e un altro ancora con la giornalista Sylviane Agacinski che ha il "difetto" di opporsi all'utero in affitto. Oltre a quella di un ex Presidente della Repubblica, peraltro nemmeno di destra, Come Hollande. Segno che in Francia si è ampiamente superato il limite.

Secondo i docenti firmatari dell'appello, che parlano esplicitamente di "minacce liberticide" e di ricatti ideologici, "ogni volta che le università cedono a queste minacce si disonorano e tradiscono la loro missione" poiché le università dovrebbero "offrire uno spazio di confronto delle idee che favorisca la riflessione, non uno spazio in cui il conformismo intellettuale la faccia da padrone". A quando un appello simile anche in Italia?