Gaziantep, Turchia a marcia indietro sull'identità dell'attentatore

Le autorità non sono più certe che il "kamikaze" fosse un adolescente

È una frenata non da poco quella che arriva in serata dalle autorità turche, con il primo ministro Binali Yildirim che ammette che sull'attentato a Gaziantep, che ha provocato almeno 50 vittime non si sa ancora abbastanza: non almeno per dire se davvero chi ha colpito fosse un adolescente.

"Il kamikaze aveva tra i 12 e i 14 anni", aveva detto in precedenza il presidente turco Recep Tayyip Erdogan. Una dichiarazione che non aveva stupito, perché non sarebbe stato il primo attacco di matrice jihadista messo in atto da un bambino. E anche perché l'emittente Cnn Turk parlava di un video in cui il minorenne veniva accompagnato sul luogo dell'attentato.

Molte le domande a cui rispondere ora, compreso un eventuale passaggio dell'attentatore dalla Siria o se appartenesse a una cellula in Turchia. 54 persone sono morte, 29 i minorenni che hanno perso la vita, quando si è fatto esplodere per le vie della città all'estremo sud della Turchia, non distante dal confine con la Siria.

Per le strade si festeggiava un matrimonio di curdi e se in 54 sono caduti, decine sono invece i feriti, alcuni gravi, in un attacco che per modalità - scrive Reuters - ha ricordato quelli di Suruc e di Ankara, messi in atto tra luglio e ottobre 2015 dal sedicente Stato islamico e ancora rivolti alla minoranza curda della Turchia.

Un obiettivo che i jihadisti considerano legittimo, perché come curdi erano i morti di sabato, curde sono anche le milizie che, oltre-frontiera combattono con il supporto della coalizione internazionale, e hanno strappato alle bandiere nere il controllo di un'ampia zona nella Siria settentrionale.

Dopo avere preso il controllo di Manbij, le forze curde legate al Pyd siriano, sotto l'ombrello delle Forze democratiche siriane, potrebbero muovere ora verso Jarablus. Una marcia a cui in Turchia si guarda con apprensione.

Se pochi giorni fa il premier Yildirim aveva annunciato un ruolo più attivo per il suo Paese in Siria, di questa sera sono le prime notizie di bombardamenti d'artiglieria sulla zona, che potrebbero indicare la volontà di sostenere invece ribelli dell'Esercito siriano libero, che passerebbero dalla Turchia, verso Jarablus.

Secondo l'emittente Ntv le forze armate turche starebbero già bombardando l'Isis, ma ma anche obiettivi "curdi" vicino a Manbij. "Abbiamo a cuore l'integrità territoriale della Siria" ha detto il premier Yildirim quest'oggi. Per Ankara le milizie curde vicine al Pkk come vicine di casa non sono una prospettiva gradita.

@ACortellari