Gb, Tony Blair nella bufera a causa del suo "vitalizio"

Il “vitalizio” spettante agli ex premier è stato introdotto in Gran Bretagna nel 1991, su iniziativa dell’allora Primo ministro conservatore John Major

Tony Blair è divenuto recentemente bersaglio di forti critiche da parte dei media britannici a causa del suo “vitalizio”. L’ex premier avrebbe infatti percepito finora milioni di euro di denaro pubblico senza mai fornire alle autorità contabili nazionali documenti relativi all’effettivo utilizzo di tale emolumento.

La controversa legge istitutiva del “vitalizio” per gli ex primi ministri è stata varata nel 1991 dal governo conservatore di John Major. In base alla normativa, costoro hanno diritto alla Public duty cost allowance (Pdca), un’indennità perpetua pari a circa 131mila euro l’anno. Quest’ultima è destinata a coprire esclusivamente le spese sostenute dagli ex premier per partecipare a comizi o conferenze, per effettuare visite ufficiali all’estero e per condurre ogni altra “attività istituzionale”. I beneficiari dell’assegno devono però, in nome del principio della trasparenza, presentare alle autorità contabili documenti dettagliati circa l’effettivo impiego della cifra in “attività istituzionali”.

Secondo il quotidiano The Times, Tony Blair avrebbe percepito, dal 2007 al 2017, “oltre due milioni di euro” di Pdca, senza però avere mai fornito al Cabinet Office, l’istituzione preposta all’erogazione dell’indennità, prove sufficienti riguardo all’utilizzo dell’assegno per i fini stabiliti dalla legge. Ad avviso dell’organo di stampa, l’esponente del Labour avrebbe infatti inviato finora ai funzionari governativi documenti contabili “incompleti” e, di conseguenza, il Cabinet Office avrebbe aperto un fascicolo a carico dell’ex inquilino del numero 10 di Downing Street. Qualora il politico dovesse essere riconosciuto colpevole di “truffa”, il “vitalizio” gli verrebbe immediatamente revocato e la magistratura penale incriminerebbe di conseguenza Blair per “appropriazione indebita di fondi statali”. The Times sostiene che l’ente erogatore avrebbe disposto indagini anche nei confronti di altri ex premier beneficiari dell’indennità, ossia Gordon Brown e David Cameron. Per il momento, Blair non ha rilasciato commenti ufficiali sulle ricostruzioni operate dal quotidiano. Lo staff del politico si è limitato a rilasciare una nota nella quale si ribadisce l’“onestà” dell’esponente laburista.