Germania-Cina, sale la tensione per colpa di due panda

Un sondaggio di un quotidiano tedesco su come chiamare due cuccioli di panda dello zoo di Berlino ha irritato Pechino. Sui social cinesi monta la protesta: "Riprendiamoceli"

A inizio settembre lo zoo di Berlino festeggiava la nascita di due cuccioli di panda gigante, i primi a essere venuti alla luce nella struttura tedesca. Ora quegli stessi panda sono la causa principale delle polemiche scoppiate sui social network cinesi, che potrebbero inasprire le relazioni tra Germania e Cina.

Tutta colpa di un sondaggio lanciato dal quotidiano tedesco Tagesspiegel su come chiamare i piccoli panda. Tra i nomi proposti dai lettori che hanno avuto più successo figurano "Hong" e "Kong", seguiti da "Joshia Wong Chi Fung" e "Agnes Cho Ting", ovvero i nomi degli attivisti pro-democratici dell'ex colonia britannica.

La scelta di questi nomi è carica di simbolismo politico e mira ad esprimere la solidarietà di una parte della società tedesca ai manifestanti hongkonghesi, che da mesi stanno creando non poche difficoltà a Pechino.

Sui social cinesi monta la protesta

L'iniziativa non ha nulla a che fare con lo Stato tedesco, eppure il popolo cinese dei social, appena letta la notizia, si è irritato moltissimo con la Germania, ritenendo che accostare la causa democratica di Hong Kong ai panda sia un affronto per tutta la Cina.

Su Weibo, la piattaforma di micro-blogging più popolare oltre la Muralgia, il coro che si è alzato è stato unanime: “Ridateci i nostri panda”. Affermazione, tra l'altro, ripresa anche dai giornali di Pechino come il Global Times e il Quotidiano del Popolo, quest'ultimo voce ufficiale del Partito comunista cinese.

Il Tagesspiegel, ben conscio delle conseguenze che sarebbero potute sorgere nel dare retta ai suoi lettori, ha evitato l'idea di proporre di chiamare i due panda "Hong" e "Kong". Ma, al momento, la scelta non è bastata per placare gli animi.

I due panda in questione sono in terra tedesca in "prestito temporaneo" e arrivano da una riserva del Chengdu. In base a un accordo stretto dalla cancelliera Angela Merkel con Pechino, dal 2017 Berlino paga al Dragone circa un milione di euro all'anno per il privilegio di ospitare una coppia di panda giganti per 15 anni. Questa, lo scorso 31 agosto, ha dato alla luce i due cuccioli della discordia, che, come tutti gli altri eventuali cuccioli, dovranno però tornare in Cina dopo 2-4 anni.

Commenti
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Ausonio

Mer, 11/09/2019 - 13:11

I cinesi non sono italiani. Non si fanno irridere da nessuno, tanto meno da quei disgraziati occidentali che si stanno suicidando e ancora credono di poter dare lezioncine a destra e manca.

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Ausonio

Mer, 11/09/2019 - 13:14

A Hong Kong c'è solo l'ennesimo tentativo di destabilizzazione USA. I "capi" (pedine sacrificabili) hanno guarda caso stabili rapporti con gli USA e incontrano regolarmente i loro padroni. Naturalmente nessuno negli USA crede che questa sgangherata protesta possa sortire nulla... tanto meno contagiare il resto della Cina ... sperano che la Cina reagisca schiacciandoli in modo da poterla poi additare a stato criminale.

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Ausonio

Mer, 11/09/2019 - 13:15

I rivoltosi di Hong Kong che sventolano bandierine USA come farebbe un italiano qualsiasi avvezzo al tradimento si sono autocondannati.... Nessuno in Cina potrebbe mai tollerare un simile tradimento. Mica sono italiani che festeggiano la "liberazione" ....

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Ausonio

Mer, 11/09/2019 - 13:18

Notate... la Cina si fa sempre restituire anche dei semplici animali. Non regala niente. Mica sono l'italietta loro

Cyroxy80

Mer, 11/09/2019 - 14:04

Questa storia che tutti i panda sono cinesi e che qualsiasi nuovo nato sia comunque cinese dovrebbe esser interrotta.