Germania, secondo uno studio sempre più tedeschi odiano islam, rom ed ebrei

Secondo uno studio dell'università di Lipsia un tedesco su dieci vuole un ritorno di un Fuhrer, mentre oltre il dieci per cento odia musulmani ed ebrei. In crescita anche l'omofobia

In Germania, un tedesco su dieci vorrebbe il ritorno di un "Fuhrer" che guidi il Paese con mano ferma. Dodici su cento credono che i tedesch siano "superiori per natura" agli altri popoli e quasi altrettanti ritengono che gli ebrei abbiano "troppa influenza nella società". E addirittura il quaranta per cento vorrebbe proibire l'immigrazione degli islamici in Germania.

Dati che mettono i brividi: emergono da una ricerca condotta fra 2240 tedeschi dall'università di Lipsia, nell'est del Paese, e pubblicata regolarmente sin dal 2002 con cadenza biennale.

Rispetto agli anni passati, però, i dati mostrano un forte incremento nella propensione alla violenza fra chi simpatizza per i partiti di destra ed estrema destra, che fino a poco tempo fa in Germania erano ancora confinati all'estremità dell'arco costituzionale. Proprio sul tema della violenza la ricerca evidenzia come la società tedesca stia andando incontro ad una polarizzazione fra chi rigetta in toto la violenza e chi la evoca come metodo di risoluzione delle controversie grandi e piccole.

Un sentimento di "ostilità" aggressiva viene registrato soprattutto fra gli elettori del partito euroscettico di destra di Alternative fur Deutschland, dove serpeggiano anche sentimenti razzisti e xenofobi. La metà degli intervistati, peraltro, vorrebbe bandire le comunità di nomadi, rom e sinti, dai centri storici delle città.

Nel mirino anche gli omosessuali: il 40% ha confessato di essere schifato alla vista di un bacio gay, mentre nel 2011 questa percentuale era "solo" del 25%.

Similmente, è cresciuta anche la diffidenza verso i musulmani, con la metà degli intervistati che si sente "straniero nel proprio Paese" a causa dell'eccessiva immgirazione musulmani: il 7% in più rispetto al 2014.

Numeri che mostrano un deciso rifiuto delle politiche multiculturali di cui la Germania socialdemocratica prima e democristiana poi ha fatto una bandiera.