Germania, la squadra di neonazisti contro cui nessuno vuole giocare

In Germania, nel campionato locale di Dornburg, una società è composta da giocatori e tifosi neonazisti. Nessuno intende affrontarla, rischia di vincere il campionato

Una squadra particolare, sicuramente inquadrata. Molte teste rasate, forse qualche tatuaggio con la croce uncinata. In Germania in questi giorni non si sta discutendo su chi si aggiudicherà la Bundesliga, piuttosto se qualcuno del campionato di categoria in Sassonia Anhalt troverà il coraggio, o saprà mettere da parte l'orrore, per giocare contro l'Fc Ostelbien Dornburg. Che ha una qualità speciale: quasi tutti i suoi calciatori e i suoi tifosi sono neonazisti.

Proprio per questo le altre squadre del campionato si stanno rifiutando di affrontarla e anche molti arbitri si sono tirati indietro quando hanno saputo che avrebbero dovuto dirigere la partita del Dornburg. A questo punto i nazisti rischiano di vincere tutte le partite a tavoli 3 a 0. Al momento la federazione regionale (Dornburg è una città nell'Est del Paese) non ha intenzione di preoccuparsi della vicenda, e se tutto andrà avanti così l'Ostelbien Dornburg vincerà il campionato senza mai scende in campo.

Come riporta ItaliaOggi, un portavoce della società ha annunciato di voler presentare una richiesta di messa al bando. La squadra è nata da un gruppo di hooligans contro cui la Germania ha così tanto faticato a combattere. I Blue White Street Elite, un gruppo che le autorità hanno formalmente sciolto. La società era un tempo aiutata dal Magdeburg, società che ha giocato anche coppe europee, vincendo la Coppa delle Coppe in finale contro il Milan nel '74.

Secondo le accuse, ben 15 dei 18 giocatori sarebbero dichiaratamente neonazisti. Solo in tre, quindi, rispetterebbero l'ordine democratico. Anche i supporter non scherzano e tra un "sieg heil" e l'altro spesso si dedicano a violenze prima e dopo le partite. A sentire poi le squadre avversarie, i calciatori del Dornburg durante la partita sarebbero soliti giocare duro, compiendo durissimi falli volontari.

Così ben 65 delle 68 squadre del campionato si rifiutano di incontrarli, e 56 arbitri su 65 non hanno alcuna intenzione di rischiare di trovarsi nella scomoda situazione di dover fischiare un fallo contrario ai neonazi. Quattro dei componenti della squadra sono già conosciuti alle autorità e i giornalisti che si sono recati sul posto per un reportage sono stati aggrediti.

A quanto pare, però, i cittadini di Dornburg non disprezzano queste "qualità" dei loro beniamini. Il capitano Denis Wesemann, infatti, si è anche candidato sindaco e secondo ItaliaOggi ha perso solo per qualche voto. Resta da capire se nello spogliatoio fa ascoltare ai suoi il discorso di Hitler per l'entrata in guerra.

Commenti
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Pajasu75

Mer, 26/08/2015 - 12:54

Che scoop!

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marco piccardi

Mer, 26/08/2015 - 15:07

e' possibile che nel terzo millennio vi si ancora aria da caccia alle streghe? lo sport dovrebbe unire e non dividere.

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MaxVetter

Mer, 26/08/2015 - 17:38

Per me lo sport è una metafora della lotta e del combattimento, con buona pace di De Coubertin e del resto nell'antica Grecia lo sport era praticamente un allenamento per la guerra stessa, quindi non vedo quale sia il problema nel giocare contro dei nazisti. Il problema sarebbe giocare dalla parte dei nazisti. Utilizzando questo criterio paradossalmente settant'anni fa angloamericani e russi si sarebbero dovuti rifiutare di "scendere in campo" contro la Wehrmacht perché quelli erano nazisti. Possibile che in tutta la Sassonia non ci siano undici ragazzi disposti a scendere in campo e suonargliele con i gol e se necessario con i falli a queste teste pelate? Troppo buonismo politicamente corretto o troppa fifa?

FRANZJOSEFVONOS...

Mer, 26/08/2015 - 17:45

PRIMA ROMPONO LE PALLE CON LA TOLLERANZA NELLO SPORT LO SPORT E' ANTIRAZZISTA LO SPORT UNISCE I POPOLI (ANCHE LA NORD KOREA?) POI NON VOGLIONO GIORCARE E TUTTE LE CAMPAGNE PUBBLICITARIE CHE FINE HANNO FATTO?

Ritratto di tomari

tomari

Mer, 26/08/2015 - 19:18

Meglio neonazisti che neocomunisti...

vince50

Mer, 26/08/2015 - 21:06

Lo sport è una questione di soldi e interessi non indifferenti,tiene occupate le masse in modo che non disturbino "il guidatore".Ci si lamenta di tutto e di tutti politici e non,ma poi gioca la squadra del cuore e tutto viene dimenticato.

libertyfighter2

Mer, 26/08/2015 - 21:45

Ma non si vergogna nessuno di discriminare per le idee politiche a tal punto da non giocare una partita di calcio? Ma quando c'è Iran Iraq qualcuno si rifiuta di giocare? E Serbia - Croazia? Che facciamo? Speriamo sul serio vincano la Bundesliga così. #testedicazzo