Il governo polacco pronto a estradare Roman Polanski

Il regista è accusa di stupro e su di lui pende un mandato di cattura degli anni '70. Attualmente risiede in Francia

Roman Polanski in tribunale a Cracovia

È attesa per domani la decisione definitiva della magistratura polacca, che potrebbe ratificare quando deciso dal nuovo governo polacco, che si è detto pronto a concedere l'estradizione per Roman Polanski, accusato di stupro negli Stati Uniti.

Il partito Diritto e giustizia (Pis), è uscito vincitore dalle elezioni politiche della scorsa settimana e confermando quanto aveva detto tempo fa uno degli uomini che ne fanno parte, Mariusz Blaszczak, ha chiarito che sarebbe pronto a estradare il regista, rispondendo affermativamente a una richiesta che gli Stati Uniti avevano fatto lo scorso anno.

Naturalizzato francese ma di origini polacche, era tornato nel Paese lo scorso anno, per partecipare a una trasmissione televisiva incentrata sull'inaugurazione del museo di Varsavia dedicato alla storia degli ebrei di Polonia. Era poi tornato per girare un film sull'affaire Dreyfus.

Il regista fu arrestato in Svizzera nel 2009, mentre passava la frontiera aeroportuale per ritirare un premio alla carriera allo Zurigo Film Festival. Il mandato di cattura che pende su di lui risale però al 1978, successivo a 42 giorni di carcere che scontò per la vicenda dello stupro, prima di essere liberato su cauzione. Polanski ha sempre sostenuto che la ragazza aveva avuto esperienze sessuali anche in passato e che era consenziente.

A febbraio 1978 l'accusa di stupro era caduta, insieme ad altre. Polanski aveva poi riconosciuto parzialmente i fatti e il giudice stava per arrestarlo quando aveva lasciato il Paese. A maggio 2009 fu respinto il ricorso presentato dal regista perché fossero archiviate le accuse, nel 2010 la Svizzera disse no alla sua estradizione. La vittima, 35 anni dopo, lo ha perdonato per quanto accadde e alcuni anni fa ha pubblicato un memoir intitolato "The Girl: A life in the Shadow of Roman Polanski".

Polanski risiede in Francia, Paese di cui ha la nazionalità e circostanza che lo mette al riparo dalle richieste che arrivano dall'America, dove deve rispondere dell'accusa di stupro ai danni della 13enne Samantha Gailey, che sarebbe avvenuto nel 1977, durante uno shooting fotografico a casa di Jack Nicholson a Hollywood. Per legge, Parigi non autorizza l'estradizione dei propri cittadini.

Commenti
Ritratto di Sarudy

Sarudy

Ven, 09/06/2017 - 02:08

... ma nn si vergognano gli Americani?????