Guerra commerciale, la verità sullo scontro Usa-Cina

Il dominio tecnologico è il casus belli della guerra commerciale in atto tra Stati Uniti e Cina e la corsa alla competizione tra le due potenze economiche continua a imperare

La guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina continua. Ma ecco qual è il vero motivo. Il primato tecnologico sembra essere il fattore scatenante la ormai lunga ed estenuante guerra commerciale tra Pechino e Washington, che ha innalzato l’allerta in tutto il mondo e ha contribuito a frenare l’economia globale.

Questa sfrenata corsa al dominio hi-tech è ancora in corso e assomiglia sempre più a una vera e propria partita di tennis, tra dritti e rovesci tra le due superpotenze determinate come non mai a sconfiggere il proprio avversario.

Nonostante l’obiettivo sia lo stesso, le due squadre in campo hanno delle formazioni completamente diverse. Gli Stati Uniti hanno tirato fuori le unghia e stanno combattendo con tutti i mezzi a disposizione (dazi commerciali, sanzioni, ecc.) a non mollare nemmeno un centimetro e rimanere sul podio della tecnologia mondiale, grazie al suo vantaggio competitivo. Mentre Pechino sta cercando di rincorrere il proprio sfidante utilizzando alcune mosse strategiche, ad esempio il recente caso dell’azienda cinese Huawei e la prossima diffusione della nuova tecnologia 5G.

La battaglia tra Cina e Stati Uniti nel settore tecnologico vede la competizione tra diverse aziende. Ad esempio, per quanto riguarda i droni, il miglior produttore al mondo è la società cinese DJI, fondata nel 2006, che realizza oltre il 70% di droni civili venduti a livello internazionale. Nell’ambito dei social network e motori di ricerca, troviamo il grande scontro tra i GAFA americani (Google, Apple, Facebook, Amazon) e i BATX cinesi (Baidu, Alibaba, Tencent, Xiaomi). Anche per i pagamenti online e con carta di credito sono diverse le aziende concorrenti made in Cina (Alipay, WeChat, UnionPay) e made in Usa (Visa, Mastercard, American Express).

L’obiettivo di Pechino è diventare indipendenti al 100% entro il 2025. Il gigante asiatico desidera infatti “brillare di luce propria” in tutte le nuove tecnologie: dal settore aerospaziale alle telecomunicazioni alla robotica, biotecnologie e veicoli elettrici. Quest’ambizioso progetto nazionale ha ostacolato le trattative commerciali in atto tra Washington e Pechino e ha rinvigorito la loro reciproca sfiducia.