I democratici vogliono limitare la capacità nucleare di Donald Trump

Non esiste veto all’ordine di attacco nucleare del presidente Trump. Il disegno di legge autorizzerebbe l’attacco preventivo alla dichiarazione di guerra da parte del Congresso.

Impedire al presidente degli Stati Uniti Donald Trump di lanciare un attacco nucleare preventivo senza la dichiarazione di guerra del Congresso. E’ questo il contenuto del disegno di legge presentato dai democratici Ted W. Lieu e Edward J. Markey.

A Donald Trump è conferita la facoltà di autorizzare, senza alcuna approvazione, il lancio dei missili balistici intercontinentali contro un avversario straniero, innescando una guerra termonucleare.

Il punto sui codici di lancio è stato più volte affrontato durante la campagna elettorale alle presidenziali. Secondo Hillary Clinton, Trump non possiede la compostezza mentale per svolgere tale lavoro. Non ci si può fidare di un uomo – disse la Clinton - che si infervora con un tweet.

Il disegno di legge ha ottenuto il sostegno di William Perry, ex Segretario alla Difesa del presidente Clinton.

Scrivono i democratici nel comunicato congiunto:”

“La questione cruciale del First strike è più urgente che mai, si tratta di una realtà spaventosa. Il comandante in capo ha dimostrato di non conoscere gli aspetti fondamentali della politica nucleare, ma ha espresso più volte il desiderio di voler essere imprevedibile facendo il ricorso a tali armi”.

Se il disegno di legge venisse approvato, l’attacco preventivo o First strike sarebbe subordinato alla dichiarazione di guerra da parte del Congresso, l’ultima avvenuta nella seconda guerra mondiale.

La Distruzione Mutua Assicurata

La deterrenza statunitense si basa su un arsenale in grado di scongiurare qualsiasi ricorso al nucleare: è il concetto della Distruzione Mutua Assicurata. Non è concepito, in linea teorica, per essere utilizzato in per prevenire o durante un attacco convenzionale o in presenza di impiego di armi chimiche e biologiche sul campo. Mosca, nella sua nuova dottrina militare, prevede l’impiego di testate nucleari qualora la sconfitta, in uno scenario convenzionale, fosse certa. La dottrina strategica russa prevede anche il ricorso preventivo al nucleare per compensare le forze convenzionali superiori del nemico. La strategia di de-escalation, comporterebbe una risposta statunitense su larga scala in Second strike.

La natura non democratica di un attacco preventivo

E’ opportuno rilevare che il disegno di legge limiterebbe solo la capacità First strike di Trump. Come parte vitale della deterrenza nucleare degli Stati Uniti, il presidente potrà sempre autorizzare senza alcuna autorizzazione un attacco di rappresaglia (Second strike) o in risposta alla rilevazione di testate nucleari nemiche in volo.

Il disegno di legge andrebbe a modificare quella che per certi versi è la natura non democratica del processo attraverso il quale, il comandante in capo, autorizza un attacco che coinvolgerà l’intera umanità. L’infallibilità del ruolo di presidente degli Stati Uniti gli conferisce una precisa capacità di discernimento: trasformare un conflitto convenzionali in nucleare.

La deterrenza dipenderà sempre da un certo grado di indeterminatezza e di incertezza. Non è tanto quello che si farà per rappresaglia, ma quello che accadrà una volta avviati i lanci.

Il presidente degli Stati Uniti, in ogni momento, potrebbe ordinare il lancio di circa 1930 testate (tra componente strategica terrestre e sottomarina) sulle 7000 stoccate. La Russia ha pronte al lancio 1790 testate sulle 7290 custodite. Il comando della triade nucleare richiede compostezza, giudizio, moderazione, abilità diplomatica e percezione delle tecnologia in possesso delle fazioni da colpire.

Non esiste veto all’ordine di attacco nucleare del presidente degli Stati Uniti.

Qualora il Segretario alla Difesa, che riceve e verifica l’ordine di autorizzare il lancio dopo l’autenticazione dei codici del comandante in capo, si dovesse rifiutare, il presidente ha sempre la facoltà di destituirlo. Il Segretario alla Difesa può dissentire, ma non ha potere di veto.

Vi è anche l’opzione che conferisce alle principali figure politiche di dichiarare il presidente come incapace di eseguire i propri compiti, tuttavia il tempo necessario per lanciare un attacco nucleare è stimato in otto / dodici minuti massimo. E’ quindi l’infallibilità di Trump associata al First strike e la relativa catena di comando che il disegno di legge andrebbe a modificare.

Ecco come Trump potrebbe ordinare un attacco nucleare

Subito dopo il suo giuramento, Donald Trump ha partecipato al briefing classificato riservato al nuovo presidente degli Stati Uniti, sulle procedure da attuare per ordinare un attacco nucleare. E’ l’obbligo potenzialmente finale del presidente che ha il potere di abilitare i codici di lancio, costantemente aggiornati dal Pentagono.

Il briefing non ha l’obiettivo di illustrare la strategia nucleare (8010-12), la natura dei bersagli o le conseguenze, ma di garantire l'esatta comprensione della procedura per ordinare un attacco nucleare in caso di emergenza.

Dalla sua valigetta di circa 45 kg, President's Emergency Satchel, chiamata Football, simile ad una 24 ore e solitamente trasportata da un ufficiale superiore, il presidente degli Stati Uniti può abilitare, in ogni istante, il lancio di missili Minuteman a terra o autorizzare l’espulsione dei missili Trident dai sottomarini classe Ohio sempre in mare.

Al presidente è conferito il biscotto (per il suono che emette una volta spezzato): una scheda in plastica che contiene al suo interno i codici prestampati che identificano il Capo supremo delle forze armate al National Military Command Center. La valigia di 45 chili garantisce piene connessione con tutte le tre opzioni nucleari disponibili. I codici di Trump non vengono trasmessi ai silos dei missili, ai bombardieri o ai sottomarini: verificano soltanto l'identità del presidente quando invia un ordine di lancio per il Pentagono. La Football implementa diversi sistemi di sicurezza per autenticare il presidente.

Altri codici di autenticazione, elaborati dall’NSA, rimangono in custodia al Pentagono ed in altre sette località segrete: si abilitano soltanto per scala gerarchica qualora il presidente degli Stati Uniti dovesse morire. Nessun militare può effettuare un lancio di propria volontà, senza i codici di autenticazione del comandante in capo.

Autenticati i codici presidenziali, il Pentagono invia gli ordini, tramite Emergency Action Message, alle unità prescelte per il lancio.

Il two-person concept, impedisce l’uso accidentale di armi nucleari. I due ufficiali che custodiscono le sole chiavi del pannello di controllo, devono concordare sui codici preformattati ed in forma integra ricevuti dal National Military Command Center o dai comandi alternativi attivati in seguito ad un attacco preventivo nemico. Nel messaggio anche il tipo di opzione nucleare prescelta dal presidente.

Qualora i satelliti non dovessero rilevare alcun lancio da una piattaforma, per effetto della ridondanza questi avverrebbero da altre unità. In questo modo si assicura sempre una copertura strategica globale, poiché è improbabile la perdita simultanea di otto sottomarini strategici.

Durante l’era sovietica, le due chiavi del pannello di controllo erano custodite dal comandante dell’unità e dal rappresentante politico a bordo. Per attivare la triade nucleare russa, è richiesto un ordine diretto del comandante in capo.

Commenti

cgf

Gio, 26/01/2017 - 12:57

Obama aveva questa facoltà? meno male che la Clinton non è stata eletta, certamente...

Ritratto di venividi

venividi

Ven, 27/01/2017 - 16:44

Questi sono matti, vogliono tagliare le cosidette agli USA, io li denuncerei per alto tradimento