I giudici bloccano Trump: stop all'oledotto Keystone Xl

L'oleodotto dovrebbe collegare i giacimenti del Canada alle raffinerie del Golfo del Messico. Con l'ordine di riprendere i lavori, Trump aveva scatenato l'ira degli ambientalisti e degli indiani Sioux

Donald Trump, gli indiani Sioux, gli ambientalisti e un giudice. Sono questi i protagonisti della storia di Keystone Xl, l'oleodotto voluto dal presidente degli Stati Uniti che dovrebbe collegare i giacimenti canadesi ai terminali del Golfo del Messico. Un giudice del Montana ne ha sospeso la costruzione spiegando che l'amministrazione americana non ha giustificato a sufficienza la decisione di interrompere la sospensione del progetto. Barack Obama aveva fermato i lavori nel 2015, ma Trump aveva deciso per ripristinarli, scatenando l'ira degli ambientalisti e delle comunità native, che accusano il governo di far passare la pipeline nelle loro terre.

"La Corte esige che i Federal Defendants e TransCanada non intraprendano alcuna attività a sostegno della costruzione, o di altre operazioni, di Keystone e delle strutture associate fino a quando il Dipartimento non avrà completato un supplemento al Seis 2014 (Supplemental environmental impact statement) che rispetti i requisiti delle agenzie per l'ambiente". Questo l'ordine riportato dall'Huffington Post.

I dubbi sono nati soprattutto per i grandi rischi ambientali derivanti al progetto. Nato per collegare i giacimenti dello Stato canadese di Alberta alle raffinerie a sud degli Stati Uniti, l'oleodotto non solo sarebbe altamente inquinante, ma passerebbe anche attraverso una delle più grandi riserve di acqua dolce sotterranea del pianeta. Rischi che avevano fatto cambiare idea a Obama, ma che invece sono stati ritenuti del tutto superabili da parte di Trump, che ha sempre pensato che le proteste ambientaliste fossero un freno allo sviluppo degli Stati Uniti.

Commenti

Franz Canadese

Ven, 09/11/2018 - 12:29

Actually, Keystone riduce i rischi per l'ambiente; L'alternativa sono i treni cisterna , oggettivamente molto piu' rischiosi e molto piu' costosi di un oleodotto (entrambi ben costruiti). Ma tutto questo non conta molto, quando la politica ha obiettivi diversi e certi magistrati si prestano; sembra che il drain the swamp richieda ancora molto lavoro... Nel frattempo il prezzo del petrolio e' 65 dollari/barile a New York e meno di 20 a Calgary. La differenza e' quanto pagano i produttori medio piccoli canadesi che non posseggono quote di accesso agli oleodotti esistenti, e ovviamente Ottawa continua a fare un gran polverone... sembra abbiano piu' interesse per le droghe leggere che per la razionalizzazione delle supply chains dell'energia... Viene proprio da dire: way to go, Justin! (trudeau)