Jeffrey Epstein, il patologo forense: "È stato strangolato"

Secondo Michael Baden, noto patologo forense nominato dalla famiglia Epstein per assistere all'autopsia, il milionario non è morto suicida ma è probabile sia stato strangolato

Svolta clamorosa nella vicenda Epstein. Come riporta il New York Times, un patologo forense assunto dal fratello del milionario ha contestato la versione ufficiale dell'autopsia, sostenendo altresì che vi sono prove che suggeriscono che Jeffrey Epstein non si sia suicidato ma che potrebbe essere stato strangolato. L'ufficio del medico legale di New York guidato da Barbara Simpson aveva concluso in agosto che Epstein si era impiccato nella sua cella in attesa del processo per le accuse di traffico sessuale di minori.

Tuttavia, il celebre patologo forense Michael Baden, intervistato da Fox & Friends, ha dichiarato che il milionario ha subito una serie di lesioni - tra cui un osso del collo rotto - che "sono estremamente insoliti nel suicidio per impiccagioe e potrebbero verificarsi molto più comunemente nello strangolamento". L'ex medico legale di New York poi aggiunto: "Le prove indicano un omicidio piuttosto che un suicidio". Intervistato dal Miami Herald, Baden ha criticato anche la scientifica e il modo in cui sono state raccolte le prove: "Hanno portato via troppo in fretta il corpo fuori dalla cella, e questo non si dovrebbe fare perché così hanno compromesso alcune prove".

Michael Baden, 85enne, è un medico e patologo forense molto conosciuto negli Stati Uniti. Nel 1995, quando OJ Simpson era sotto processo per gli omicidi della sua ex moglie e della sua compagna, Baden disse che le prove acclaravano l'innocenza dell'ex giocatore di football. Le sue ultime dichiarazioni aggiungono un altro tassello importante a un caso che aveva destato già molti sospetti. L'Fbi, infatti, sta indagando sul malfunzionamento delle due telecamere posizionate fuori dalla cella del carcere di New York dove il 10 agosto scorso si sarebbe suicidato Jeffrey Epstein. Le videocamere sono state trasportate a Quantico dal Metropolitan Correction Center di Manhattan, dove Epstein era detenuto in attesa di processo. Alla fine di agosto era emerso che almeno una delle videocamere davanti alla cella era non funzionante. Già in estate erano emersi dubbi sull'apparente suicidio del milionario accusato di traffico di minori: gli avvocati di Epstein, Reid Weingarten e Martin Weinberg, confermarono al giudice del distretto di Manhattan, Richard Berman, di avere perplessità sulla conclusione del capo medico legale di New York che ha acclarato il suicidio del loro assistito.

Secondo quanto emerso nelle scorse settimane, da fonti citate dal Washington Post, sarebbero stati almeno otto i membri del personale dell’Ufficio federale delle carceri (Federal Bureau of Prisons) che hanno ignorato l’ordine di non lasciare il miliardario Jeffrey Epstein da solo nella sua cella. Stando alle informazioni diffuse, il fatto che al corrente di tale ordine vi fossero così tante persone tra impiegati e supervisori avrebbe allarmato gli investigatori, che al momento stanno lavorando per verificare se la mancanza sia da imputare ad un intento criminale o a semplice incompetenza. Due delle guardie penitenziarie che avevano il compito di vigilare sull’uomo, accusato di abusi su minori e sfruttamento della prostituzione minorile, sono invece state messe in congedo amministrativo. Shirley Skipper-Scott, direttrice del carcere, è stata trasferita in un ufficio regionale nel nord-est, ed è stata sostituita da James Petrucci, direttore della prigione federale di Otisville, New York.

Commenti

Divoll

Gio, 31/10/2019 - 23:56

Quanto NON mi sorprendo...