L'ordine dei giudici: "Rimpatriare moglie e figli terrorista Isis"

Il tribunale di Berlino ha obbligato il governo tedesco a rimpatriare la moglie e i figli di un terrorista dello Stato Islamico. Accolto il ricorso della donna, a cui la Germania aveva proibito di tornare in patria per motivi di sicurezza nazionale

Il tribunale di Berlino ha stabilito che la Germania dovrà rimpatriare la moglie tedesca e i figli di un sospetto terrorista dello Stato Islamico. Secondo i giudici, i bambini soffrirebbero se rimanessero ancora nel campo profughi di al-Hol, in Siria. La corte ha accolto dunque il ricorso che la donna aveva presentato contro la decisione del Ministero degli Esteri di non volerla aiutare a tornare in Germania per motivi di sicurezza nazionale. Come scrive la Bbc, è la prima decisione del genere a Berlino.

Infatti, fino ad oggi, le autorità tedesche si erano limitate ad autorizzare il rientro di alcuni bambini - figli di jihadisti - senza le loro madri, temendo che queste ultime fossero radicalizzate e potessero quindi rappresentare un pericolo per la società. In questo caso, i giudici hanno spiegato che "non fare nulla" vorebbe dire condannare i tre bambini a "serie, irragionevoli e inevitabili ripercussioni negative". I bambini, secondo il quotidiano tedesco Suddeutsche Zeitung che per primo ha dato la notizia, hanno 8, 7 e 2 anni.

Quanti foreign fighter in Germania

La madre è originaria della bassa Sassonia, nord-ovest della Germania. Non è la prima volta che la magistratura tedesca si occupa di una questione simile. Sono decine le foreign fighters tedesche e circa un centinaio i loro bimbi che vivono nei campi profughi siriani. Come racconta la rivista online I Tempi, a partire dal 2013 sono circa 1000 le persone partite dalla Germania alla volta del Medio Oriente per unirsi allo Stato Islamico.

Di questi un terzo ha già fatto ritorno in patria, un terzo è morto e il restante terzo è in attesa di rientrare in Germania. Un problema non da poco per quanto concerne i rischi per la sicurezza nazionale. Lo scorso marzo, il governo di coalizione di Angela Merkel ha stabilito i requisiti da soddisfare per fare scattare la revoca della cittadinanza ai foreign fighter tedeschi: il terrorista deve avere una seconda cittadinanza, essere maggiorenne e avere continuato a combattere per il Califfato anche dopo l'entrata in vigore dei nuovi regolamenti. Paletti che le autorità tedesche hanno lasciato volutamente larghi per non alimentare il fenomeno degli apolidi, a fronte però del rischio di infiltrare soggetti radicalizzati nella società tedesca. Se n'è accorto anche l'Ufficio Federale per la Protezione della Costituzione - l'agenzia per la sicurezza interna dell’intelligence tedesca - che ha denunciato come diversi miliziani siano stati accolti da eroi dalle comunità islamiste presenti nel Paese.

Commenti

Divoll

Ven, 12/07/2019 - 22:29

Il che dimostra che c'e' una rete sovranazionale che detta la linea ai giudici di tutta l'Europa.