Manga, computer e maid café: Akihabara, il paradiso nerd

Nei grattacieli del quartiere dell'innovazione di Tokyo si vende e scambia di tutto: dalle lampadine all'elettronica, passando per figurine e le prime uscite dei fumetti storici

Akihabara è un luogo in cui perdersi è fin troppo facile. Una (grande) stazione sorge giusto al centro di quello che è un vero e proprio paradiso degli Otaku. Questo è termine squisitamente giapponese per indicare quelli che qui chiamiamo nerd. La traduzione non è proprio fedele, sia chiaro.

Ad Akihabara, a Tokyo, sorge un quartiere immenso dove decine e decine di grattacieli ospitano ogni genere di negozio. Sissignori, perché i centri commerciali, i grandi magazzini qui, si sviluppano in verticale. Le tabelle, le insegne sono coloratissime. Si cammina col naso all’insù. Ci si sente piccoli piccoli. I cartelloni pubblicitari urlano. Cose spesso incomprensibili a chi non distingue un kanji dall’altro, a chi non ha mai sentito nemmeno nominare le oscure parole hiragana e katakana.

Trovare un po’ di coraggio basta a scoprire che c’è poco da alambiccarsi e ancor meno da temere. In quello che, nell’immediato Dopoguerra, era una sorta di gran bazar per radiotecnici più o meno amatoriali oggi c’è un immenso parco giochi dedicato (completamente) a chi è innamorato perso dell’informatica, dell’elettronica, dei manga e di tutto il mondo che vi ruota attorno.

Si entra per usci piccolissimi, sproporzionati rispetto al timore che suscita l’altezza di quei grattacieli. Ogni piano è un bazar. Spesso più negozi sorgono nello stesso palazzo, ancora più spesso è la stessa attività a monopolizzare un intero fabbricato. Ricordarsi i nomi è follia. Catene, artigiani, piccoli rivenditori, tutti sullo stesso livello in un enorme e sterminato fondaco dell’hitech e della modernità.

I piani sono collegati tra loro da scale mobili, in un senso e nell’altro. Qui si vende davvero di tutto. L’hardware, qui, non ha segreti. Ogni genere di strumento elettronico e informatico mai stato in listino, mai pensato e realizzato da qualunque produttore è in vendita. Non importa nemmeno se si tratta di oggetti fuori produzione: qualche fondo di magazzino salta sempre fuori.

Ancora meglio, invece, se siete appassionati di manga. Ci sono negozi che su sette piani vendono di tutto. Organizzati in maniera impeccabile. Dai fumetti di grido – vanno fortissimo Naruto e One Piece, ma a cercar bene si trovano parecchie ristampe dei primi numeri di manga storici come Dragon Ball, Lupin III e Urusei Yatsura (la cara, vecchia Lamù) – fino alle pubblicazioni per adulti, passando per intere esposizioni dedicate alle band di ragazze che fanno impazzire giovani e adulti. Spesso e volentieri qui si organizzano loro eventi, esibizioni e firmacopie.

Vietatissimo far fotografie, invece, in uno dei tanti negozi specializzati che si occupa di vendere ogni genere di figurina, immaginetta, carta da gioco. Ce n’è per tutti i gusti, sul serio. I più giovani ci troveranno tutte le serie più fighe, quelle che ad averle complete si diventa i più popolari della scuola. I calciofili troveranno delle chicche inimmaginabili, per di più nel lontano Oriente: chi si aspetterebbe mai di trovarci una card cangiante che ritrae niente-poco-di-meno che il carioca stanco Socrates ai tempi della Fiorentina di Pontello? Questi negozi offrono sale attrezzate con sedie, tavolini e segnapunti. Collezionisti, giocatori e appassionati, qui, ci passano intere giornate.

A girar tra fumetti, dischi, video e pubblicazioni piccanti c’è da farsi venire fame e sete. Abbondano i bar, anzi i maid café. Ve ne accorgete subito: le ragazze che ci lavorano sono pagate per fare amicizia con voi. Spesso attendono in strada i clienti, a volte reggono cartelloni pubblicitari che riportano l’offerta del giorno. Vestite da cameriere, vere e proprie cosplay, sorridono, ammiccano e parlano con la vocina da bambine.

Per chi non è amante del genere, però, c’è pure la possibilità di andarsene direttamente nel mondo dei cartoni animati. I locali a tema sono tantissimi, come il Bar Gundam, dedicato al celebre robottone degli anni ’80, che si trova nei pressi della (grande) stazione di Akihabara, il paradiso di ogni nerd.