Market halal in Francia chiuso perché non vende maiale e vino

Soprattutto per gli anziani non trovare altri alimenti era diventato un problema

Quando ha aperto il supermarket nella zona di Colombes, a Parigi le condizioni per l'affitto dicevano che avrebbe dovuto essere un "negozio di alimentari generico". Vendere un po' di tutto insomma: dalla carne agli alcolici, dalla verdura alle bevande zuccherate. Nulla di strano, un supermarket come gli altri. Non fosse che quel Good Price era poi stato aperto e al posto che un qualsiasi negozio di alimentari era diventato un market halal, conforme alle regole alimentari che seguono i musulmani.

Un problema legale, prima di tutto, che già ad agosto dello scorso anno aveva convinto il sindaco del sobborgo parigino a recarsi sul posto, chiedendo al titolare dell'attività di diversificare la sua offerta per soddisfare tutte le esigenze e servire così tutti gli abitanti e non solo la popolazione islamica di Colombes.

Un problema sentito soprattutto dai più anziani, abituati al market che in precedenza sorgeva nello stesso spazio e che all'avvento del Good Price si erano trovati costretti ad andare più lontano per trovare tutti gli alimenti di cui avevano bisogno, compresa magari una bottiglia di vino o una fettina di maiale, che al supermercato non trovavano.

Una questione finita in tribunale e che ora ha portato alla decisione di una Corte di Nanterre di chiudere il supermarket, che si è rifiutato di iniziare a vendere anche prodotti non consentiti dall'islam. Per la magistratura la comunità non è infatti servita opportunatamente da un negozio che risponde alle esigenze di solo una parte del sobborgo.

Commenti
Ritratto di ohm

ohm

Mar, 05/12/2017 - 16:52

Ecco l'integrazione....noi dobbiamo fare come dicono loro ma loro NON devono fare quello che diciamo noi ...sapete ...alla ci guarda!

Raoul Pontalti

Mar, 05/12/2017 - 17:08

Decisione che appare aberrante: la politica commerciale della mia bottega la decido io e non il sindaco. La legge mi può imporre (e mi impone) di non vendere esplosivi e droga, alcool ai minori, etc., così un ordinanza del sindaco, ma non mi può obbligare, a vendere prodotti che non intendo mettere sul banco o sugli scaffali. Bisogna però vedere i termini del contratto di locazione (o affitto ché potrebbe trattarsi di affitto di azienda) che potrebbero contenere determinate imposizioni, ma pare strano un obbligo specifico a vendere alcool o maiale e quindi a mio avviso possono esservi gli estremi per ricorrere fino alla Corte di Giustizia dell'Unione europea.

Ritratto di libere

libere

Mar, 05/12/2017 - 17:12

Meglio ancora sarebbe stato impacchettare l'islamico gestore e la sua fetente mercanzia, e poi paracadutare il tutto sulle bollenti dune del Sahara

Guido_

Mar, 05/12/2017 - 17:16

Cosa sarebbe successo se invece si fosse trattato di un supermercato Khosher?

Ritratto di vkt.svetlansky

vkt.svetlansky

Mar, 05/12/2017 - 17:46

E per Voi in Italia dove anche in centri medio piccoli ce stanno questi market etnici dove vendono per la maggior parte prodotti di origine del paese del titolare a parte la verifica dei prodotti che non se sa nulla sui pesticidi or altro. Provi qualcuno at interpellare il sindaco del posto evidenziando la mancanza di certe merci....Vediamo che succede?!

Beaufou

Mar, 05/12/2017 - 17:49

"...le condizioni per l'affitto dicevano che avrebbe dovuto essere un "negozio di alimentari generico" ". Raoul Pontalti, da buon "trentino spùasentenze", evidentemente conosce meglio del sindaco locale le esigenze commerciali della zona di Colombes, e come sempre argomenta cavillosamente sul perché l'islamico ha ragione e il sindaco torto, con una puntigliosità degna di miglior causa. Ahahah. Pontalti, ma mi faccia il piacere!

Ritratto di nestore55

nestore55

Mar, 05/12/2017 - 18:04

Raoul Pontalti Mar, 05/12/2017 - 17:08...Di abberrante c'è solamente la libertá di cui lei gode: sparare sciocchezze a raffica...Scrivere è un diritto, non è un obbligo.E.A.

steacanessa

Mar, 05/12/2017 - 18:17

Pontalti, quando smetterà di scrivere belinate?

venco

Mar, 05/12/2017 - 18:17

E' una balla islamica, non vendevano niente e dan la colpa a questi due prodotti, come se noi in occidente consumassimo solo questi.

Brutio63

Mar, 05/12/2017 - 18:32

Giusta decisione, aggiungo finalmente un freno alla stupidità dilagante ed al razzismo al contrario contro gli europei bianchi cristiani o laici, discendenti di El Cid, Carlo Magno e Lepanto ! Siamo Europa, abbiamo la nostra storia, cultura e tradizione o ti adegui o te ne vai da dove sei venuto, discorso semplice ed elementare.....!!! Siamo al punto che se noi andiamo in un paese arabo musulmano devo stare alle loro regole, giustamente, e se loro vengono qui.....sempre le loro regole, ingiustamente.....come disse Scalfaro ? Par condicio...!!! A Roma, capitale della cristianità grande Moschea A quando una grande chiesa alla Mecca???!!! Sveglia Italia, sveglia Europa !!!

baronemanfredri...

Mar, 05/12/2017 - 18:34

RAOUL PONTALDI L'UNICO MODO PER FAR CAPIRE TUTTO E' FAR FALLIRE QUESTI BEDUINI.

Antonio43

Mar, 05/12/2017 - 18:49

Ma perchè i musulmani frequentano e come se frequentano, i nostri normali supermarket? Ma loro perchè non possono vendere i prodotti per tutti? Questi se aprono una macelleria ci mettono su un'insegna come "macelleria islamica" neanche macelleria araba, come se noi sulle nostre macellerie mettessimo "cristiane". Non si fanno amare, va bene il rispetto per le minoranze ma questi non ne vogliono sapere di integrarsi. E' logica la conclusione: ma perchè non se ne tornano a casa loro? E si portano dietro tutti i Pontalti?

petra

Mar, 05/12/2017 - 19:09

Meno male che i francesi ancora ce l'hanno un minimo di rispetto di sè. "Quando ha aperto il supermarket nella zona di Colombes, a Parigi le condizioni per l'affitto dicevano che avrebbe dovuto essere un "negozio di alimentari generico"". Ma l'islamico voleva fare il furbo. Stoppato.

petra

Mar, 05/12/2017 - 19:11

@Guido Dipende dagli accordi al momento del contratto di locazione.

manfredog

Mar, 05/12/2017 - 19:33

..però magari vendeva materiale per confezionare esplosivo, per i regali e le feste di Natale e Capodanno..!!..ed era un alimentari a..tema..!! mg.

pilandi

Mar, 05/12/2017 - 19:35

@Beaufou vedo che a lei la possibilità che il gestore possa fare ciò che vuole nel suo locale vale sono quando decide di non affittare a gay o a persone di colore, o di non servire al bancone una particolare categoria etnica! Viva la coerenza...che non ha!

killkoms

Mar, 05/12/2017 - 22:21

la legge è uguale per tutti!

seccatissimo

Mer, 06/12/2017 - 01:18

Via TUTTI gli islamici dall'Europa !

Guido_

Mer, 06/12/2017 - 11:00

@petra, gli stessi di quelli attuali.

Raoul Pontalti

Mer, 06/12/2017 - 16:01

@Beaufou mi le sentenze le cago e no le spudo...Sulla stampa estera si trovano le ragioni per cui i giudici hanno risolto per inadempimento la locazione di un immobile di proprietà comunale locato secondo un contratto di "commerce d'alimentation générale" che sarebbe stato violato non tanto per il vino o la carne di porco assenti, ma in quanto il supermercato appariva eccessivamente orientato con prodotti ESCLUSIVAMENTE halal e soprattutto esotici ad una clientela particolare e non generale. L'ente pubblico aveva posto dei vincoli rispondenti a ragioni sociali che non sono stati rispettati dunque, l'assenza di alcool e maiale sono solo golosità per bananas... Già era scappato un esercente “bianco” per magri affari e ora ne hanno cacciato uno islamico e la gente locale, per lo più islamica, dovrà pagare di più altrove e quella indigena razzista resterà come prima a becco asciutto.